A maggio 708 neonati in più
ma per andare in pareggio servono gli immigrati

Per l'equilibrio demografico è necessaria una valorizzazione dell'immigrazione straniera, nonostante il segnale positivo registrato dall'Istat
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August 5, 2026
A maggio 708 neonati in più
ma per andare in pareggio servono gli immigrati
Una madre con i figli / . ANSA/ DANIEL DAL ZENNARO
Secondo i dati mensili del bilancio Istat - resi noti oggi in via provvisoria – nel 2026 il “mese mariano” ci ha regalato 27.939 nuovi nati, dandoci altresì la gradita sorpresa di un moderato (ma inusuale) aumento rispetto al maggio dello scorso anno: 708 neonati in più. È vero che non siamo di fronte a una svolta epocale, ma si tratta pur sempre di un piccolo aumento (+2,6%) che arriva dopo otto mesi in cui il confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente risultava regolarmente negativo. Prendiamone dunque atto con soddisfazione ed auguriamoci che abbia un seguito. Anche perché se è vero che il nuovo dato mensile porta notizie confortanti, non altrettanto può dirsi per quello sul totale dei nati nei primi cinque mesi di questo nuovo anno. Rispetto allo stesso periodo del 2025 siamo infatti ancora in territorio negativo (-0,9%), così che la proiezione su base annua ci porterebbe a stimare 352 mila nascite (a fronte delle 355 mila dello scorso anno) con un saldo naturale - nati meno morti - negativo per 299 mila unità.
Di fatto anche quest’anno, come nel 2025, solo un contributo nell’ordine di trecentomila movimenti netti dall’estero potrebbe impedire il calo della popolazione residente in Italia. Riuscendo per altro a mantenere un flusso di vitalità sia sul fronte produttivo – con il contributo della componente attiva nel mercato del lavoro, spesso occupata in ambiti vitali che soffrono la carenza di offerta autoctona - sia come contrasto ai ben noti processi di invecchiamento demografico.
Conviene ricordare che lo scorso anno, attraverso i dati del bilancio anagrafico dei comuni italiani, si è rilevato come in ben 7.124 municipalità (su un totale di 7.896) la crescita dei residenti stranieri abbia superato quella dei cittadini italiani; una componente, quest’ultima, la cui dinamica demografico si è rivelata negativa in 5.788 realtà comunali. Va altresì aggiunto che in oltre l’80% di quei 3.324 comuni italiani che nel 2025 hanno visto accrescersi il totale dei loro residenti ciò è stato ottenuto, quasi esclusivamente, grazie al contributo della popolazione straniera.
In conclusione, accogliamo pure con grande soddisfazione il nuovo dato mensile sulla natalità e speriamo che il cambiamento possa persistere, ma non dimentichiamo che l’equilibrio demografico di questo Paese, di cui sono ben note tendenze e conseguenze di varia natura, deve poter contare anche sulla valorizzazione dell’immigrazione straniera, quale irrinunciabile ed efficace risposta. Non solo per l’usuale richiamato supporto ai bisogni di un’economia che sconta i vuoti nel potenziale produttivo, ma anche per il meno celebrato – seppur non meno importante - aiuto ad attenuare quel “vuoto riproduttivo” che si preannuncia negli anni a venire, a seguito del calo della popolazione in età feconda (meno potenziali mamme). Un fenomeno per il quale l’azione di contrasto deve passare in via naturale per la rivitalizzazione della famiglia – sia essa italiana o straniera poco importa – in quanto unica istituzione che a tutt’oggi può fornire un valido antidoto al malessere dell’inverno demografico e alle problematiche che ne derivano.
Statistico italiano
e già presidente Istat

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