Meno clandestini, più immigrati regolari: i veri dati (a sorpresa) del governo Meloni
Tra clic day e quote d'ingresso, negli anni dell'esecutivo di centrodestra si è avuto un allargamento del numero di ingressi e una vasta emersione di lavoratori già presenti sul territorio

In seguito alla tragica vicenda di Ceuta, si è accesa una polemica su migrazioni irregolari e regolarizzazioni. Mettendo assieme un po’ di numeri, possiamo comprendere meglio cosa è accaduto effettivamente in Italia durante il governo di Giorgia Meloni che – lo ricordiamo – è in carica dal 22 ottobre del 2022. Dall’inizio degli anni Novanta, grazie a un’affidabile metodologia affinata dal demografo Gian Carlo Blangiardo, la fondazione ISMU stima la presenza di stranieri irregolari sul territorio italiano. Fra il 2022 e il 2025, gli stranieri irregolari in Italia sono passati da 506 a 339 mila, il 33% in meno. Cosa è successo? È difficile siano stati costretti a tornare nel loro paese. Gli stranieri rimpatriati sotto scorta sono stati 3.500 nel 2024, 3.000 nel 2025 (dati del Ministero degli Interni): ogni anno, meno dell’1% degli irregolari. È anche difficile immaginare che decine di migliaia di stranieri irregolari siano tornati in patria volontariamente: per chi non ha documenti in regola, prendere un aereo o una nave è quasi impossibile. Alcuni potrebbero essere andati verso altri Paesi europei: in treno, in auto, o in modo avventuroso. Tuttavia, negli ultimi anni le maglie di Francia, Austria, Germania, Croazia e Slovenia si sono strette, mentre entrare da irregolare in Svizzera, oggi come ieri, è un’impresa quanto mai complessa. Il calo degli irregolari non può dipendere neppure in toto dalla diminuzione degli sbarchi con mezzi di fortuna – che pure c’è stata – perché buona parte degli stranieri che arrivano con i barconi chiedono asilo in Italia, e i richiedenti asilo non sono registrati come irregolari. Inoltre, a quanto sembra, i flussi di stranieri che entrano in Italia irregolarmente dal confine orientale non sono diminuiti in modo significativo. Difficile infine pensare che decine di migliaia di irregolari si siano dissolti nel nulla…
Verosimilmente, questa forte diminuzione di irregolari è dovuta all’allargamento del numero di ingressi regolari deciso dal governo Meloni. I decreti flussi hanno previsto 70 mila ingressi nel 2021, 83 mila nel 2022, 136 mila nel 2023, 151 mila nel 2024, 181 mila nel 2025. Questi ingressi, in realtà – come avviene dal 2002, anno della legge Bossi-Fini – si sono in gran parte trasformati in regolarizzazioni mascherate: stranieri irregolari presenti, spesso da lungo tempo, in Italia, vengono “chiamati dall’estero” da un datore di lavoro, in occasione del clic-day. Naturalmente, su questi fenomeni è impossibile avere cifre precise: possiamo però stimare che, durante i quattro anni di governo Meloni, almeno 150 mila stranieri presenti in Italia siano stati regolarizzati. Verosimilmente sono stati molti di più, perché nel frattempo nuovi stranieri irregolari sono entrati nel nostro paese: in modo avventuroso (ad esempio seguendo la già citata rotta balcanica), ma più spesso non rientrando nel loro paese alla scadenza di un visto, turistico o di altro tipo. Del resto, questi numeri sulle regolarizzazioni sono in linea con il consistente incremento delle iscrizioni anagrafiche dall’estero: nel triennio 2022-25, sono state mediamente 430 mila l’anno (quasi 1.200 al giorno), quando erano 330 mila nel 2019, l’anno pre-Covid. Diventare stranieri residenti regolari in Italia è ora più facile rispetto a sette anni fa.
Insomma, il governo di Giorgia Meloni, all’insaputa di tutti, è stato protagonista di una grandiosa regolarizzazione, che ha prodotto un sensibile incremento del numero di stranieri residenti (da 5,1 milioni al primo gennaio del 2023 a 5,6 milioni al primo gennaio 2026, 177 mila in più ogni anno), anche se, sempre negli anni del governo Meloni, annualmente siano state concesse più di 200 mila cittadinanze. Si tratta in gran parte di nuovi immigrati provenienti dall’Asia, dall’Africa e dall’America Latina, perché i flussi dai paesi europei si sono fortemente attenuati. Quando sarà possibile, dati alla mano, fare una storia compiuta delle immigrazioni verso l’Italia nei primi decenni del XXI secolo, il governo di Giorgia Meloni verrà ricordato come quello che, non facendosi molta pubblicità né investendo risorse sull’integrazione, ha rilanciato l’immigrazione extracomunitaria verso l’Italia, accelerando la creazione di un’Italia multicolore.
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