sabato 29 aprile 2017
Sotto esame l'operato del procuratore di Catania. L'Osservatore romano: appello alla chiarezza a tutela dei migranti
Sbarco di migranti a Messina (Lapresse)

Sbarco di migranti a Messina (Lapresse) - LaPresse

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Le polemiche sul ruolo delle organizzazioni non governative nei soccorsi in mare ai migranti finiranno all’attenzione del Consiglio superiore della magistratura. È stato il vicepresidente di Palazzo dei Marescialli, Giovanni Legnini, a rendere noto che il Comitato di presidenza vaglierà quanto affermato in alcune interviste dal procuratore della Repubblica di Catania, Carmelo Zuccaro. Ma Beppe Grillo torna all’attacco su Facebook: «Massimo rispetto per il procuratore Zuccaro che denuncia un fatto gravissimo: Ong che potrebbero essere state finanziate dai trafficanti, oggi il Ministro della Giustizia e il Ministro dell’Interno minimizzano o mettono in dubbio questo allarme. Ma in che razza di paese viviamo?». A difesa dei soccorritori interviene invece la presidente della Camera, Laura Boldrini: «Ong finanziate da trafficanti? Salvare le vite in mare è un dovere, chi non lo fa commette un reato». Gettare ombre «su chi salva vite umane, senza avere evidenze, è una cosa grave e irresponsabile».

Nel frattempo, l’apertura di una pratica a tutela di Zuccaro è stata chiesta da Pierantonio Zanettin, consigliere laico del Csm: «Il procuratore di Catania è magistrato serio e riservato e non merita certamente di essere lasciato solo in queste ore di fronte agli attacchi del- la politica, che pare non condividere le sue ipotesi investigative, eretiche rispetto alla narrativa ufficiale del fenomeno della immigrazione». Mentre il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ribadisce l’invito a non generalizzare: «Bisogna fare le indagini, se qualcuno va punito va punito». E chiarisce che zse la procura di Catania ha necessità di ulteriori supporti per l’attività di indagine, il ministero è assolutamente a disposizione». Per il vice presidente della Camera, Luigi De Maio, «le dichiarazioni del procuratore di Catania lanciano un allarme gravissimo: dice di avere le certezze di rapporti tra scafisti e alcune ong ma di non poter utilizzarle come prove. La nostra proposta è di modificare la legge per consentire alla Procura di utilizzare quelle intercettazioni come prove per un processo».

Di opinione differente è il procuratore capo di Palermo, che coordina diversi fascicoli d’indagine sul traffico di esseri umani. Pur non volendo entrare nel merito delle indagini catanesi, Francesco Lo Voi ha ricordato di avere incontrato le ong «in occasione dei vari recuperi in mare di migranti, perchè hanno contribuito a salvare centinaia e centinaia di vite umane. Per il resto, le indagini, quando sono indagini, sono coperte da riserbo. E quindi non è un argomento che in questo momento può essere trattato». A rimproverare Zuccaro arriva anche Giuseppe Di Lello, ex magistrato del pool antimafia di Palermo, che lavorò gomito a gomito con Giovanni Falcone negli anni Ottanta. «Quello di Zuccaro è più un intervento politico che giudiziario. Lo dice lui anche se molto surrettiziamente. E quindi, secondo me, fuori dal suo ruolo, nella maniera più assoluta», commenta. «Non si può parlare di una inchiesta in corso e che non raccoglie ancora alcun elemento di prova - ha detto Di Lello a Radio Radicale - e propagandarla come una quasi certezza. Credo sia fuori dalle normali regole di comportamento ».

Lo stesso Zuccaro sull’argomento usa maggior cautela: «Quando io parlo di prove intendo prove giudiziarie, da poter portare in un dibattimento. Queste prove non le ho». Aggiungendo poi di avere «conoscenza, ma non utilizzabile processualmente» di presunti contatti tra scafisti ed equipaggi di alcune Ong. Argomenti che il procuratore potrà chiarire meglio il 3 maggio, quando sarà ascoltato dalla commissione Difesa del Senato.

L'Osservatore romano: appello alla chiarezza a tutela dei migranti

Sulle polemiche di questi giorni è intervenuto ieri l’«Osservatore Romano», che ha richiamato alla responsabilità, così da sgombrare il campo dai dubbi che vengono disseminati. Nel solo interesse della migliore assistenza ai migranti. «La paura che venga meno lo sforzo generoso di molti per il salvataggio dei migranti – scrive il giornale vaticano – non deve portare a semplificare il problema negandone l’esistenza». Il rischio di strumentalizzazioni, infatti, è molto alto. Perciò occorre fare chiarezza in fretta. «Non bastano gli orrori della guerra, gli stenti di fughe interminabili, i rischi del mare aperto, lo sfruttamento economico e sessuale», ma «sulla pelle dei migranti» emerge «il sospetto, che purtroppo non sembra totalmente privo di fondamento, di una manipolazione a fini economici e politici anche delle operazioni di salvataggio».

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