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Colf, la sanatoria nei conventi

Vittorio Spinelli martedì 29 settembre 2009
Si chiude domani la sanatoria per colf e badanti (oltre a cuochi, giardinieri, autisti ecc.) in situazione lavorativa irregolare. Non è escluso che il termine del 30 settembre, a disposizione dei datori di lavoro, possa subire una proroga in extremis. È una eventualità remota, che prenderà piede qualora le richieste di sanatoria dovessero risultare in numero esiguo rispetto alle previsioni del Governo. Alla prova dei fatti, la procedura e le condizioni richieste per la regolarizzazione non hanno facilitato al massimo l'adesione delle famiglie interessate. Tra i datori di lavoro domestico che possono regolarizzare vanno incluse anche le collettività e le convivenze di tipo familiare sostenute da organizzazioni religiose (conventi, seminari, case di riposo ecc.). L'equiparazione è da tempo consentita dall'Inps, in accordo con gli uffici ministeriali. Tuttavia l'applicazione delle regole della sanatoria nella variegata realtà delle strutture religiose ha suscitato alcune perplessità. Il pensiero dell'Inps sulla materia è quello di applicare la legge (non solo quella sulla sanatoria) nella sua essenzialità.
Il convento o il seminario interessato al condono (supposto che le irregolarità lavorative siano sempre marginali) costituisce quindi «un datore di lavoro domestico» così come una famiglia rappresenta un singolo datore di lavoro domestico. Da questo discende che i requisiti applicabili alla famiglia debbano essere gli stessi richiesti ad un convento o ad un seminario, senza alcuna eccezione o differenza di genere.
Quante colf. La famiglia può regolarizzare senza limiti di numero i lavoratori appartenenti all'Ue o con permesso di soggiorno; altrettanto potrà fare l'ente religioso. Altrimenti, per gli extra-Ue, una sola colf e non più di due badanti, anche part time, per ogni anziano o invalido da assistere; una casa di riposo potrà fare altrettanto, indipendentemente dal numero degli ospiti assistiti.
Reddito di garanzia. Per la sanatoria di lavoratori extracomunitari, dovrà risultare, a bilancio 2008 dell'ente religioso un reddito minimo di 20/25 mila euro, la cui copertura è in genere facilmente garantita dal conto patrimoniale. A formare il reddito di garanzia concorrono i redditi dei componenti il nucleo familiare, alias l'ente. Tra i proventi si contano anche gli eventuali assegni di invalidità e i trattamenti assistenziali (pensioni, assegni sociali ecc.) di chi gestisce la struttura così come degli ospiti che usufruiscono delle attività delle colf o delle badanti.
Controlli. Oltre alla regolarità dei rapporti di lavoro denunciati, la sanatoria avrà un effetto inevitabile. Da ottobre (salvo una proroga all'operazione in corso) saranno intensificati i controlli sui rapporti di lavoro domestico in nero di italiani e di stranieri. L'incrocio delle banche dati (Inps, Prefetture ecc.), sempre più sofisticato, consentirà di individuare le aree sociali e geografiche a più alto tasso di evasione.