Opinioni

La politica e gli ostaggi. Strategia della tensione

Marco Tarquinio giovedì 31 gennaio 2019

La “strategia della tensione” voluta dal ministro Salvini e che il governo Conte appare determinato a far sua politicamente sin davanti al Tribunale dei ministri assume sempre più i connotati di una “guerra” contro i migranti più poveri, adulti o bambini che siano. Solo loro arrivano via mare. E solo loro sono colpiti dalla strategia dei porti chiusi e delle vite in ostaggio.

Ostaggio di prove di forza propagandistiche e di snervanti negoziati con i Paesi della Ue non “sovranisti” e dunque disponibili a briciole di accoglienza. In ostaggio, cioè sotto sequestro, finirà probabilmente pure la “Sea Watch 3”, che ricorderemo come “la nave dei 47”. Per questo, nottetempo, è stata costretta a riprendere il mare e a consegnarsi alle indagini della Procura di Catania vista l’eccessiva preoccupazione legal-umanitaria dei magistrati di Siracusa.

Mai avremmo creduto che nell’anno 2019 dell’era cristiana l’Italia si sarebbe ritrovata in algida e snervante “guerra” con esseri umani poveri di tutto e con persone accusate di umanità.