Carlo Acutis

La santità “quotidiana” non conosce età o tempo
11 ottobre
Quanta vita può esserci nel Vangelo, quanta luce può sprigionare la fede in ogni dimensione della vita, a ogni età. Anche nel XXI secolo, anche nell’epoca in cui la tecnologia sembra allontanarci delle “cose del cielo”. È forse questo il messaggio più affascinante, che rende il beato Carlo Acutis un esempio e un testimone per la nostra epoca. Viene ricordato come un vero e propri apostolo del web, ma di fatto la sua testimonianza va ben oltre questo tratto e si manifesta in uno stile autenticamente cristiano. Nato a Londra il 3 maggio 1991, dove la famiglia si trovava per lavoro, Carlo è cresciuto a Milano, frequentando le scuole delle suore Marcelline e poi il liceo classico all’Istituto Leone XIII. Particolarmente attivo nella sua parrocchia, fin da piccolo coltivò l’esperienza di fede, curando la preghiera, specie quella del Rosario e la partecipazione alla liturgia. Definiva l’Eucaristia «la mia autostrada per il Cielo» e il modo di fare solare e accogliente sapeva contagiare tutti. Tra i suoi interessi c’era anche quello del computer e della rete: strumenti che sfruttò per esprimere la propria fede (è ancora online, ad esempio, la sua mostra sui miracoli eucaristici). Morì per una leucemia fulminante il 12 ottobre 2006. È beato dal 2020 ed è sepolto ad Assisi, città con la quale ebbe sempre un legame speciale. Altri santi. Santi Felice, Cipriano e compagni, martiri (V sec.); beato Romano Sitko, sacerdote e martire (1880-1942).

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