Attualità

Pagani. Inaugurato mural dedicato al sindaco Marcello Torre, ucciso dalla camorra

Antonio Maria Mira lunedì 31 maggio 2021

“Io vi ho consegnato papà, Marcello Torre vive. Marcello è Pagani. Mio padre è vostro”. Sono le emozionate e emozionanti parole di Annamaria, figlia di Marcello Torre, sindaco di Pagani ucciso dalla camorra, mandante Raffaele Cutolo, l’11 dicembre 1980 per essersi opposto ai tentativi di infiltrazione dei clan negli appalti della ricostruzione post terremoto. Parole che hanno accompagnato ieri l’inaugurazione di un enorme mural che rappresenta il “sindaco gentile”, realizzato dal famoso artista napoletano Jorit alle spalle dell’Auditorium Sant’Alfonso Maria de Liguori, il luogo dove ogni anno si tengono le iniziative per ricordare la figura del politico, avvocato e militante dell’Azione cattolica, brutalmente ucciso dalla violenza mafiosa. La realizzazione del mural è stata promossa dall’associazione Marcello Torre e dal presidio paganese di Libera intitolato ad Antonio Esposito Ferraioli. L’opera è stata voluta e finanziata dalla famiglia Torre, con il contributo della Fondazione Polis e con il patrocinio morale del Comune di Pagani e della Provincia di Salerno.

La data scelta per l’inaugurazione è particolarmente significativa. Infatti il 30 maggio 1980 Marcello Torre scrisse una lettera per i familiari, che consegnò ad un amico magistrato e che venne resa nota dopo la sua morte. Il suo testamento spirituale e politico. E infatti, come in tutte le sue realizzazioni, Jorit ha scritto queste parole sull’alta parete, per poi coprirle col volto “gentile” di Marcello Torre. “Carissimi, ho intrapreso una battaglia politica assai difficile. Temo per la mia via. Conoscete i valori della mia precedente esperienza politica. Torno nella lotta soltanto per un nuovo progetto di vita a Pagani. Non ho alcun interesse personale. Sogno una Pagani civile e libera. Ponete a disposizione degli inquirenti tutto il mio studio. Non ho niente da nascondere. Siate sempre degni del mio sacrificio e del mio impegno civile. Rispettatevi ed amatevi. Non debbo dirvi altro. Conoscete i miei desideri per il vostro avvenire. Lucia (la moglie, ndr) serena – Peppino ed Annamaria (i figli, ndr) “laureati” corretti – tolleranti – aperti all’esistenza – con una famiglia sana e tranquilla. Quanti mi hanno esposto al sacrificio siano sempre vicini alla mia famiglia. Vi abbraccio forte al cuore un pensiero ai miei fratelli, alle zie e a tutti i miei cari… Marcello”.

E ieri c’era tanta Pagani e non solo la sua città. Tanti sindaci con la fascia tricolore, tanti cittadini che si sono fatti il selfie davanti al mural. Forse davvero, come auspica Annamaria, “questo è il nostro 25 aprile, il 25 aprile di Pagani, liberiamoci dalla mafia, dalla corruzione, da tutto ciò che ci opprime”. Alle sue spalle il volto leggermente sorridente del papà. Marcello Torre finalmente visibile, riconosciuto, che abbraccia la sua città che lo abbraccia.