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Archeologia. «In Indonesia la piramide più antica». Ma gli studiosi si dividono

Luigi Bignami giovedì 30 novembre 2023

Il sito di Gunung Padang

Recentemente sulla rivista di archeologica Archaeological Prospection è apparso un articolo nel quale si sostiene che in Indonesia è stata scoperta la piramide più antica del mondo. Si trova nel sito preistorico di Gunung Padang a Giava Occidentale, in Indonesia, e venne costruita 27.000 anni fa. Ciò la renderebbe molto più antica della prima piramide egizia, la Piramide di Djoser costruita 4.600 anni fa e significherebbe anche che è antecedente al più antico sito megalitico conosciuto, Göbekli Tepe in Turchia, che fu costruito circa 11.000 anni or sono.

E naturalmente, riscriverebbe completamente ciò che sappiamo sulla civiltà umana di quella zona. Questo articolo ha richiamato l’attenzione di numerosi archeologi, molti dei quali sono scettici circa i risultati ottenuti. Stando a Danny Hilman Natawidjaja, geologo presso l'Agenzia nazionale per la ricerca e l'innovazione (BRIN) a Bandung, in Indonesia e coautore della ricerca, la piramide è un simbolo della presenza di una civiltà avanzata di quell’antico periodo. “Non è facile costruire piramidi. Sono necessarie elevate capacità di muratura”, sostiene il geologo.

Veduta aerea di Gunung Padang presa da un elicottero. (b) Topografia e mappa del sito generate da un'indagine geodetica dettagliata. (c) Carta geologica della regione di Gunung Padang (Sudjatmiko, 1972 ). (d) Mappa ottenuta da un rilievo con drone condotto nel 2014, che indica le posizioni dei siti di scavo (rettangoli bianchi) e dei siti di carotaggio (punti rossi). T1, Terrazza 1; T2, Terrazza 2; T3, Terrazza 3; T4, Terrazza 4; T5, Terrazza - Archaeological Prespection

Ma Lutfi Yondri, archeologo del BRIN di Bandung, in Indonesia, afferma che, nonostante anni di ricerca nell’area sugli abitanti della regione, le ricerche dicono che tra 12.000 e 6.000 anni fa - molto tempo dopo la presunta costruzione della piramide – le popolazioni vivevano ancora in caverne e nessuno scavo di quel periodo ha rivelato prove di sofisticate costruzioni in muratura di pietra. A sostenere i dubbi di Yondri vi è anche Flint Dibble, archeologo dell'Università di Cardiff, nel Regno Unito, il quale ha detto: “Sono sorpreso che l'articolo sia stato pubblicato così com'è, in quanto è vero che il documento presenta “dati realistici”, ma le conclusioni sul sito e sull’età non sono giustificate”.

Ma com’è fatta questa ipotetica piramide? Stando allo studio si troverebbe in cima ad un vulcano spento e sarebbe composta da cinque terrazze in pietra che formano delle gradinate, con muri di sostegno e scale di collegamento. Tra il 2011 e il 2014, Natawidjaja e colleghi hanno studiato il sito utilizzando diverse tecniche di indagini del terreno per determinare cosa si trova sotto le terrazze visibili. Hanno identificato quattro strati, che – stando ai ricercatori - rappresentano fasi separate di costruzione. Lo strato più interno è un nucleo di lava indurita, che è stato “meticolosamente scolpito”, secondo l’articolo. Sullo strato più antico furono sovrapposti successivi strati di rocce “disposte come un muro a mattoni”.

Ricostruzione semplificata di Gunung Padang. L'Unità 1 rappresenta le terrazze superficiali in pietra costruite tra il 2000 e il 1100 a.C. o più recentemente. L'Unità 2 (evidenziata in giallo) corrisponde a uno strato sepolto di forma piramidale composto da rocce colonnari e fu costruito intorno al 6000–5500 a.C. L'unità 3 (mostrata in verde) risale al 25.000–14.000 a.C. L'Unità 4 rappresenta la massiccia lava basaltica-andesite scolpita - Archaeological Prespection

Gli strati sono stati datati al carbonio, utilizzando campioni estratti con un carotaggio scavato nella collina. La prima fase di costruzione, secondo il documento, avvenne tra 27.000 e 16.000 anni fa. Ulteriori aggiunte furono effettuate tra 8.000 e 7.500 anni fa, e lo strato finale, che comprende le terrazze a gradoni visibili, fu posto in opera tra 4.000 e 3.100 anni fa. Dibble sostiene che non ci sono prove chiare che gli strati sepolti siano stati costruiti dall’uomo e che invece possono essere il risultato dell'azione naturale degli agenti atmosferici e del movimento delle rocce nel tempo. Ma Natawidjaja risponde che le pietre a forma di colonna erano troppo grandi e ordinate per essere semplicemente rotolate lì dove si trovano: “La natura ordinata, modellata e massiccia di tali rocce, alcune delle quali pesano fino a 300 chilogrammi, esclude la probabilità di trasporto naturale su distanze significative”.

Un’altra voce contraria arriva da Bill Farley, un archeologo della Southern Connecticut State University di New Haven, il quale afferma che lo studio non ha fornito prove dell’esistenza di una civiltà avanzata durante l’ultima era glaciale. I campioni di terreno di Gunung Padang, risalenti a 27.000 anni fa, sebbene accuratamente datati, non portano segni distintivi di attività umana, come resti di carbone o frammenti di ossa. La sfida è aperta: ai ricercatori il compito di dare una risposta definitiva, che, se fosse a favore della “piramide”, riaprirebbe realmente la storia dell’uomo di quella regione.