Un marocchino ai Giochi: è il piemontese Tranchina
Già nel giro delle nazionali giovanili azzurre, lo sciatore classe 2003 ha scelto la nazionalità della madre per inseguire il sogno a cinque cerchi

«Essere il primo sciatore marocchino a gareggiare in Coppa del Mondo per me è motivo di grande orgoglio, ma anche di responsabilità». Pietro Tranchina, classe 2003, cresciuto in provincia di Torino ma di nazionalità marocchina è attualmente l’unico atleta africano che disputa le gare della Coppa del Mondo di sci alpino maschile. Un amore per la neve, coltivata fin da bambino sulle nevi piemontesi. «La mia passione – ricorda Pietro che ha gareggiato nel gigante di Adelboden in Svizzera, uscendo nella prima manche – è nata grazie a mia sorella, quando avevo circa cinque anni». «Mi piace la velocità - aggiunge Tranchina cresciuto nello Sci Club Claviere - mi affascina l’aspetto competitivo dello sci e soprattutto il fatto che sia uno sport individuale, in cui tutto dipende da me: dalle scelte che faccio, da come mi preparo e da come affronto ogni gara».
Uno sciatore che è entrato nel giro delle Nazionali azzurre e che nelle categorie giovanili, con lo Sci Club Claviere e con lo Ski Team Cesana, oltre che come membro della squadra regionale FISI delle Alpi Occidentali ha colto tanti piazzamenti, soprattutto in slalom gigante, coltivando la speranza di diventare uno sportivo professionista. «Ho sempre creduto in questo sogno fin da bambino - dice - oggi, passo dopo passo, sto cercando di costruirmi questa possibilità. Anche se ambisco ad arrivare in alto, il mio obiettivo principale resta divertirmi ed esprimermi al meglio sugli sci». Per inseguire questo sogno Pietro, che vive a Cesana Torinese in Val di Susa, nel 2025, quando è passato dalla categoria Junior a quella Senior, ha scelto di gareggiare per il Marocco, il Paese di origine di sua madre.
Una decisione che guarda al futuro, ma anche una questione di cuore. «Ho fatto questa scelta per il legame che ho con mia mamma - spiega il 22enne - perché vedo questa scelta come un’opportunità per far conoscere lo sci a un pubblico sempre più ampio». Un Paese, che Tranchina non conosce solo dai racconti di sua madre Koribga. «Ho un bel rapporto con il Marocco - racconta Pietro che nell’ultima stagione da azzurro ha gareggiato soprattutto nel Grand Prix Italia, il circuito dedicato agli atleti non inserito nelle squadre nazionali - fuori dalla stagione agonistica è una delle mie mete preferite per andare in vacanza con gli amici e per ritrovare la mia famiglia». Aver scelto di gareggiare per il Marocco, Paese che ha esordito ai Giochi Olimpici invernali nel 1968 proprio nello sci alpino e che partecipa alla rassegna invernale a cinque cerchi ininterrottamente dal 2010, ha mutato le prospettive e gli orizzonti del giovane atleta.
«La mia vita è sicuramente cambiata in meglio grazie alle esperienze che sto vivendo e al confronto quotidiano con i migliori atleti al mondo - dice Pietro, che per rappresentare il suo nuovo Paese ha dovuto aspettare l’autorizzazione al cambio di nazionalità da parte del Comitato Olimpico Internazionale - Di pari passo sono cambiate anche le mie giornate, che si sono adattate alle esigenze richieste per competere in Coppa del Mondo».
Per gareggiare in Coppa Europa, dove Pietro ha conquistato i primi punti a metà dicembre in Francia con un 22esimo posto in slalom e nel massimo circuito mondiale, dove Tranchina ha debuttato nel gigante di Sölden il 6 ottobre, ha intensificato e rifinito la preparazione. «II lavoro è diviso in tre parti: quello atletico, che svolgo a Rivoli al Green Park con il mio preparatore e il mio fisioterapista (Marco Di Palma e Stefano Roagna, ndr) - spiega Pietro - quello sulla neve, che porto avanti con il mio team, l’allenatore Thomas Vottero e lo skiman Simone Remolif, senza una base fissa, spostandoci continuamente alla ricerca delle migliori condizioni; e infine il lavoro mentale, che è fondamentale per gestire la pressione, restare lucido in gara e mantenere continuità durante tutta la stagione».
Un lavoro che cura tutti gli aspetti che ha portato già qualche soddisfazione al ragazzo nato in Piemonte, come ad esempio il successo a inizio agosto in una gara FIS in Cile nella South American Cup sulle nevi di “El Dorado”, dove ha preceduto anche il suo coetaneo Denni Xhepa, nato a Pinerolo, cresciuto a Sestriere e che scia sotto la bandiera dell’Albania, di cui alle Olimpiadi di Pechino 2022 è stato portabandiera e unico rappresentante. «La prima parte di stagione è stata caratterizzata da alti e bassi - racconta - Nonostante qualche difficoltà, soprattutto legata a problemi alla schiena, le sensazioni restano positive sia per il mio percorso in Coppa Europa sia per la mia crescita in Coppa del Mondo».
Il focus però è sui Giochi di Milano Cortina 2026, dove il Marocco, che nel 2012 ha colto un oro in superG con Adam Lamhamedi ai Giochi Olimpici giovanili di Innsbruck e che nel 2022 è stato presente con Yassine Aouich, slalomista e gigantista con diverse presenze ai Mondiali e che a Pechino era stato il portabandiera e unico rappresentante del Paese africano, può contare nello sci alpino su un posto in gigante, oltre a uno nello sci nordico maschile. «Gareggiare davanti ai miei amici e alla mia famiglia sarà una spinta in più - spiega l’atleta piemontese- sarà una grandissima emozione e un’esperienza da vivere e sfruttare fino in fondo». Le Olimpiadi di Milano-Cortina nel progetto del 22enne piemontese sono però solo un passaggio in un cammino ambizioso. «In termini di risultati, puntare a una top 30 sia alle Olimpiadi sia in Coppa del Mondo, e nei prossimi anni arrivare a competere stabilmente per il vertice della Coppa del Mondo», dice ancora Pietro. E sul suo percorso Tranchina è fiducioso. «Tra qualche anno mi vedo competitivo in Coppa del Mondo in gigante - conclude - spero inoltre di riuscire a gestire al meglio i problemi alla schiena per diventare competitivo anche in slalom». Un augurio per un ragazzo guidato solo dalla sua passione.
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