Premi medaglia più bassi? Per ora sì, ma per una buona ragione

100mila euro ai vincitori paralimpici contro i 180mila degli olimpici: anche perché il Cip finanzia anche l'avviamento allo sport per i disabili
March 9, 2026
Premi medaglia più bassi? Per ora sì, ma per una buona ragione
Milano Cortina mostra la sua medaglia d'oro conquistata nello snowboard / Reuters / Lisi Niesner
Alle Paralimpiadi il tema dei premi economici torna spesso al centro del dibattito pubblico. La differenza tra quanto ricevono gli atleti olimpici e paralimpici in effetti esiste ancora, anche se negli ultimi anni si sta progressivamente riducendo. È un divario che nasce molto spesso da ragioni storiche e strutturali, più che da una volontà di discriminazione, e che oggi molti Paesi stanno cercando di colmare. In Italia la spiegazione principale è legata all’organizzazione del sistema sportivo. I premi per le medaglie olimpiche vengono erogati dal Coni, il Comitato olimpico nazionale italiano, mentre quelli paralimpici sono di competenza del Cip, il Comitato italiano paralimpico. I due organismi operano con risorse differenti, perché diverse sono anche le loro fonti di finanziamento: sponsorizzazioni, diritti televisivi e contributi pubblici non hanno storicamente lo stesso peso. Per questo motivo le cifre riconosciute agli atleti non sono identiche. Non solo, il Cip si occupa anche dell’avviamento allo sport, mentre il Coni da questa funzione è in qualche modo esonerato perché il governo per lo sviluppo delle pratiche sportive ha costituito una società sportiva ad hoc, ovvero Sport e Salute spa. Proprio per l’avviamento allo sport, che nel paralimpismo è molto più oneroso, ma non è l’unico parametro considerato, il Cip ha una strategia diversa nel pensare la sua politica di premi.
A incidere è stata per molti anni anche la diversa visibilità mediatica delle due manifestazioni. I Giochi olimpici hanno generato tradizionalmente un interesse commerciale più ampio, attirando investimenti pubblicitari e sponsorizzazioni più consistenti, per non dire ricche. Le Paralimpiadi, pur crescendo rapidamente negli ultimi anni in termini di pubblico e attenzione, partono da una storia molto più recente. La differenza nei premi riflette quindi, almeno in parte, una diversa valorizzazione economica dello sport paralimpico nel sistema globale dello sport. Anche se come detto oggi a Cortina, in un appuntamento organizzato da Ipc e dalla Fondazione Milano Cortina 2026, i numeri in termini di pubblico e di partecipazione delle paralimpiadi e di interesse mediatico (quasi 60 milioni di visualizzazioni nel mondo del canale YouTube relativo all’evento dal 5 al 7 marzo) sono da record. Già In occasione delle Paralimpiadi di Parigi 2024, il Comitato paralimpico italiano ha riconosciuto agli atleti 100mila euro per la medaglia d’oro, 55 mila per l’argento e 35 mila per il bronzo. Valori confermati per i Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026. Il Coni invece ha stabilito che il premio previsto per l’oro fosse di 180 mila euro, con 90 mila euro per l’argento e 60 mila per il bronzo. Una differenza significativa, ma che negli anni è progressivamente diminuita rispetto al passato. Tra l’altro gli atleti paralimpici molto spesso competono in più specialità, andando, almeno per le prime medaglie, in sommatoria di premi.
Il cambiamento però è evidente soprattutto guardando al contesto internazionale. Negli Stati Uniti, in Canada e in Spagna, ad esempio, i premi per olimpici e paralimpici sono stati equiparati, riconoscendo agli atleti lo stesso valore simbolico e sportivo della medaglia conquistata. Anche in Italia il percorso verso una maggiore parità è ormai avviato. Un segnale concreto arriva proprio dai Giochi di Milano-Cortina: i premi assegnati agli atleti paralimpici sono stati equiparati dal punto di vista fiscale, diventando esentasse esattamente come quelli olimpici. Il divario economico, dunque, non scompare ancora del tutto, ma il trend è chiaro. L’aumento della visibilità mediatica, la crescita delle sponsorizzazioni e la maggiore attenzione culturale verso lo sport paralimpico stanno cambiando rapidamente il quadro. Se per molti anni le Paralimpiadi sono state considerate una manifestazione parallela, oggi sempre più Paesi le riconoscono come parte integrante dello stesso movimento sportivo globale. E proprio questa evoluzione culturale sta spingendo il sistema sportivo internazionale a rivedere anche i meccanismi economici di riconoscimento. Perché la medaglia resta la stessa — simbolo di eccellenza sportiva — ma cambia lo sguardo con cui il mondo dello sport guarda ai suoi protagonisti.

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