L'altra Olimpiade di Matilde e dei ragazzi che fanno da guide nelle chiese di Milano

Da San Satiro a San Lorenzo a Sant’Eustorgio, sono tanti i luoghi di culto della città che la diocesi ha deciso di “aprire” al mondo durante i Giochi attraverso l'impegno volontario e gratuito dei giovani
February 6, 2026
La Basilica di Sant'Ambrogio a Milano
La Basilica di Sant'Ambrogio a Milano
Matilde Piardi ha 24 anni si è laureata da poco in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi. Giulia Caria, invece, ha appena iniziato lo stesso corso nell’ateneo milanese, ma avendo frequentato il liceo “Giuseppe Parini” di Seregno, ha potuto, grazie alla sensibilità della docente di Lettere, conoscere già alle superiori il progetto “La via della bellezza”.  L’iniziativa ideata e organizzata dai servizi diocesani di pastorale giovanile e di pastorale universitaria delle diocesi di Lombardia, per il tramite di Odl (Oratori Diocesi Lombarde) e con il contributo della Regione nel 2020, vede la formazione di giovani volontari, che in maniera del tutto gratuita si propongono ai visitatori attraverso le spiegazioni artistiche del luogo di culto in cui si trovano. Sono stati molti gli studenti universitari, insieme anche ad alcuni adulti (circa 150 partecipanti in totale), che hanno intrapreso questo percorso alla scoperta dei tesori del loro territorio e si sono formati in modo serio sul tema della bellezza. Il desiderio è quello di aiutare i giovani a saper osservare la bellezza che li circonda, rendendoli protagonisti nel divulgare il messaggio che l’arte sacra, abbondantemente presente nelle diocesi lombarde, racconta e di promuovere l’uso delle arti nell’opera evangelizzatrice, offrendo un «bellissimo servizio a persone che non se lo aspetano», come suggeriscono le due ragazze. «Il nostro ruolo è quello di accompagnare chi entra in chiesa. Facciamo quello che chiamiamo un “annuncio” e chi vuole sapere qualcosa in più ci ascolta», spiega Matilde. «A Milano siamo nelle chiese più importanti ma anche in quelle poco conosciute. Nel periodo dei Giochi saremo impegnati in alcune tra più belle della città: Santa Maria presso San Satiro, San Giorgio al Palazzo, San Lorenzo e Sant’Eustorgio, sull’asse di via Torino per arrivare in Corso di Porta Ticinese».
«Purtroppo Milano», le fa eco Giulia, «è in parte poco nota perché nasconde moltissime chicche artistiche che sono solo da scoprire e io con il progetto, spero sempre di poter realizzare questo. Mi piace in modo particolare che “La via della bellezza” sia anche un modo di approcciarsi a diverse culture, a diverse tipologie di persone. Con le Olimpiadi, poi, giungono da noi appartenenti a tante realtà nazionali - con una platea planetaria -, quindi sarà significativo e, secondo me, mi farà crescere poter avvicinare gente di culture differenti, che vengono da lontano, parlando, magari, inglese», dice, con un sorriso Giulia. «Sicuramente sarà una opportunità unica», aggiunge Matilde che, per adesso, è ancora presente nella basilica che racconta normalmente, Sant’Alessandro in Zebedia, e decide - per dare concretezza alle sue parole - di offrire subito una dimostrazione “sul campo” dell’entusiasmo con cui partecipa al progetto. Inizia, infatti, a fare il suo annuncio e subito si avvicina una coppia di persone di mezza età, accogliendo prima con curiosità, poi, con un’attenzione crescente le spiegazioni puntuali della giovane volontaria.  «Tutte le persone si sorprendono della gratuità di questo progetto. Se a Milano ormai non c’è quasi più nulla di gratuito, nemmeno nell’ambito dell’arte», riflette ancora Giulia. «A noi piace, invece, svolgere questo servizio in modo gratuito perché chiunque ne possa usufruire. L’arte deve essere di chiunque e sarebbe bello che progetti simili potessero essere esportati in altre città dell’Europa. Mi piacerebbe, ad esempio, andare a Parigi e magari trovare, nelle diverse chiese, qualcuno che mi possa offrire lo stesso progetto che io vivo nella basilica di San Satiro, dove, ogni sabato pomeriggio, sono davvero tanti i visitatori». E se questo è l’auspicio, non può che essere pieno di aspettative anche il periodo che sta cominciando: una via della bellezza che, con le Olimpiadi, parla al mondo.

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