La nuova Ferrari, bianco vintage e voglia di riscatto
La scuderia di Maranello ha presentato la SF26, tanto entusiasmo nonostante gli anni difficili del Cavallino. Da Leclerc a Hamilton la volontà di tornare grandi
I colori beneauguranti, la livrea di un bel rosso vivo con pennellate di bianco, ricorda quella del 1975, del ritorno al mondiale di Niki Lauda dopo una assenza di 11 anni, per intenderci. Ma non sarà il colore a fare la differenza. Nell’anno della rivoluzione tecnica regolamentare, la Ferrari ha presentato la SF26 e, come al solito, si è trattato di un evento in cui la partecipazione del pubblico a bordo pista ha fatto capire cosa sia la Ferrari per i tifosi italiani. Ragazzi e anziani, lungo la statale, a ridosso delle protezioni, già in fila dalle 5 del mattino, fra nebbia e gelo, schizzi di pioggia solo per esultare al passaggio di Hamilton, il primo a scendere in pista, e Leclerc. Pochi giri, solo una sgambata per capire se tutti i pezzi tengono in vista dei collaudi a porte chiuse di Barcellona di fine mese. Al contrario del passato, l’evento in sede è stato pensato più per gratificare sponsor e partner tecnici, con una presenza di alcuni Ferrari Club coi loro presidenti. La stampa in collegamento on line per le interviste di rito o in mezzo alla calca attorno al circuito.
Come è la nuova Ferrari? Bella nei colori, nelle forme aggraziate, nell’insieme, ma da quello che si è visto non è che gli altri abbiano fatto peggio. Nell’anno in cui i nuovi motori faranno la differenza (la parte elettrica delle batterie deve erogare 350 MegaJoule invece dei 120 dell’anno scorso) il recupero di energia, il dosaggio, l’aerodinamica con le ali mobili a seconda dei tratti di pista, una rivoluzione come mai avvenuto in precedenza, tanto che gli stessi tecnici ammettono di aver dovuto ripensare anche ai sistemi di simulazione al banco. Si parte da un foglio bianco, con tante incognite e tante speranze. Di sicuro questa Ferrari sarà quella della va o la spacca, perché in caso di fallimento sono pronte a saltare diverse teste, dalla dirigenza ai piloti verso nuovi lidi. Un anno in cui è vietato sbagliare ed è proprio l’anno più difficile di sempre perché mancano riferimenti precedenti.
Dice infatti Loic Serra, il francese a capo della direzione tecnica: «Con i regolamenti 2026 la power unit è più che mai una parte integrata nel concetto vettura. L’aumento significativo del ruolo della componente elettrica, l’introduzione del carburante sostenibile al 99% e l’eliminazione della MGU-H rappresentano un chiaro cambiamento di filosofia, non una semplice evoluzione come quella che abbiamo vissuto dal 2014 al 2025. Questo ci ha richiesto di ripensare l’architettura del propulsore fin dalle prime fasi, lavorando su efficienza, integrazione e gestione dell’energia, sempre più in stretta collaborazione con i colleghi del team Chassis. È una sfida tecnica complessa, che abbiamo affrontato con grande rispetto, disciplina e con l’obiettivo di ottimizzare l’intero sistema vettura nel corso della stagione». Charles Leclerc: «Le regole 2026 richiedono una preparazione ancora più approfondita, soprattutto a noi piloti. Ci sono molti sistemi nuovi da comprendere e sfruttare al meglio, e per questo abbiamo lavorato molto fin dalle fasi iniziali dello sviluppo del progetto». E Lewis Hamilton, al secondo anno con la rossa? «Sarà un anno estremamente importante sotto il profilo tecnico, in cui il ruolo del pilota sarà centrale nella gestione dell’energia, dei nuovi sistemi e nel contribuire alla comprensione della macchina. È una sfida che affrontiamo insieme, da squadra, potendo contare anche sul supporto straordinario dei tifosi, che significa tantissimo per tutti noi». In pratica, stateci vicino che male non fa…
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