Flora Tabanelli: «Vi racconto la mia medaglia con il crociato rotto»

La giovanissima sciatrice bronzo nel freestyle a tre mesi dall’infortunio: «Federica Brignone mi ha aiutato tanto, è stata un’ispirazione»
February 17, 2026
Flora Tabanelli: «Vi racconto la mia medaglia con il crociato rotto»
Flora Tabanelli con la medaglia di bronzo conquistata nel big air del freestyle /Ansa
Entrare in zona mista con una medaglia olimpica al collo e diciotto anni sulle spalle significa avere gli occhi lucidi e le parole che faticano a mettersi in fila. Flora Tabanelli sorride, guarda la famiglia poco più in là, poi prova a dare un ordine alle emozioni dopo il bronzo nel Big Air ai Giochi invernali. «È stata una serata unica, fantastica. Sono contenta, essere qui con il supporto della mia famiglia è qualcosa di speciale».
Tre mesi fa c’era una lesione al crociato anteriore del ginocchio destro. Stasera un podio olimpico. Come si fa a non pensarci?
«Non lo so neanche io come ho fatto. I dolori un po’ erano passati e ho cercato di non pensarci. Le cose le sapevo fare prima e le so fare adesso. La mia gamma è rimasta lì. Sono arrivata qui in forma e questo mi rende felicissima».
È un’Olimpiade che parla molto al femminile, con le azzurre protagoniste.
«È bello farne parte. Sta andando molto bene per l’Italia e per tutte le donne. Sono contenta di aggiungermi a questo gruppo».
Si è sentita anche con Federica Brignone, anche lei reduce da un infortunio e capace di vincere due ori?
«Non in queste ore, ma nei giorni scorsi sì. Le ho fatto i complimenti. Per me è un’ispirazione. Il suo sostegno mi ha aiutato tanto, mi ha dato forza in queste giornate».
La finale è stata posticipata per il vento e la neve. Poi l’ultimo salto, con 70 centesimi da recuperare. La scelta è stata il Double Cork 16.
«Sapevo che dovevo fare qualcosa in più. Ho deciso di puntare sul 16 non perché fosse il trick più sicuro, lo avevo fatto appena due volte l’anno scorso, ma perché dovevo provarci. Ero qui, era l’Olimpiade, anche se fosse andato male, almeno ci avrei provato. Ho dato tutto ed è andata bene. In tutti e tre i salti sono stata a mio agio».
A chi dedica questa medaglia?
«A chi mi ha sostenuto in questi mesi. Ho scoperto persone uniche intorno a me. È bello essere qui, ma sapere di non essere sola lo è ancora di più».
Dalle nevi dell’Appennino al podio olimpico, che viaggio è stato?
«Nascere sulla neve mi ha forgiato. Mi ha fatto vivere lo sport come la cosa più positiva che ho, quella che mi fa alzare ogni giorno. È stata una strada lunga e difficile, ma l’ho fatta con piacere perché è la mia passione».
Rifarebbe tutto, anche con l’infortunio in mezzo?
«L’infortunio mi ha portato fin qui. Prima avevo tante pressioni, poi è successo. Sono arrivata in forma e sono contenta così».
L’idea di ispirare bambine e bambini le fa venire i brividi?
«Sì, un po’. Ma è anche l’obiettivo di ogni atleta: ispirare i prossimi. Se grazie a questa medaglia qualcuno inizierà a fare questo sport, per me sarà qualcosa di unico».
Quanto ci vorrà per realizzare quello che è successo?
«Non so, faccio fatica a crederci. Sono partita pensando alla gara come a tutte le altre, anche se ho lavorato durissimo per arrivare qui. Credo sia stato proprio questo a farmi dare tutto. Qualunque cosa fosse successa, per me era già una vittoria essere ai Giochi».
Ci sono stati momenti in cui ha pensato di non farcela?
«Sì, tante volte. Anche poche ore fa. Succede tutti i giorni, perché non sai mai cosa può accadere. L’unica cosa è andare avanti e credere in sé stessi. Io l’ho fatto. E sono felice di come sia andata».
Lei ha conquistato medaglie sia ai Giochi giovanili sia ai Giochi dei grandi.
«Sono state entrambe esperienze uniche. I risultati arrivano per il duro lavoro, io cerco solo di sciare al meglio. Le gare ad alto livello mi servono per capire come funziono sotto pressione».
Quanto è diverso il sapore di questo bronzo rispetto all’oro mondiale dell’anno scorso?
«Ogni medaglia ha un peso diverso. Al Mondiale ero stanca e ho vinto. Ai Giochi sono arrivata dopo tre mesi duri e ho dato il massimo. Entrambe le medaglie significano tanto, ma questa olimpica ancora di più. Ho ancora tanta strada da fare».
Lei è la prima azzurra a vincere una medaglia olimpica nel freestyle. Si sente una pioniera?
«Credo sia un onore e un’emozione unica. Spero che tanti giovani guardandomi inizino a fare sport».
Che cosa le ha detto suo fratello dopo la gara?
«Vedere la mia famiglia al parterre è stato bellissimo. Ho abbracciato Miro, perché metà di questa medaglia è sua, ha messo il cuore e dato tutto per aiutarmi in questo periodo».
Che rapporto c’è fra di voi?
«Con lui mi sono sempre confidata. Siamo cresciuti nella natura. Miro sin da piccolo aveva nel sangue lo sci libero e io l’ho seguito. Lui costruiva i salti fuori dal rifugio dei nostri genitori al Corno alle Scale».
È stata questa l’unica gara della stagione?
«Sì. Adesso mi opererò e poi sarò a posto. Mi rivedrete spero più in forma che mai».

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