Addio a Peppino di Capri, il cantante che rese moderna la canzone napoletana (e suonò coi Beatles)
di Toni Viola
Il popolare cantante aveva 87 anni: si è spento nella sua amata isola. La vita, la carriera e l'indimenticabile “Champagne”

Peppino di Capri è morto nella sua isola, dopo una lunga malattia. Aveva 86 anni e ne avrebbe compiuti 87 il 27 luglio. Con lui se ne va uno degli interpreti che hanno modificato il rapporto tra la canzone napoletana e la musica leggera italiana: non conservando la tradizione in una forma immobile ma facendola incontrare con il rock americano, il twist e il pop. Il timbro contenuto, il pianoforte e una naturale misura esecutiva hanno definito uno stile riconoscibile per oltre sessant’anni. Giuseppe Faiella era nato a Capri nel 1939 in una famiglia di musicisti. Ha cominciato a suonare da bambino e, ancora piccolissimo, si è esibito davanti ai soldati americani presenti sull’isola dopo la Liberazione. Negli anni Cinquanta, con i Rockers, ha trasformato le sonorità ascoltate nei locali frequentati dagli americani in una lingua musicale personale.

Malatia, Nun è peccato, Voce ’e notte e Luna caprese hanno riportato il repertorio partenopeo dentro il mercato del disco. Con Let’s Twist Again, St. Tropez Twist, Nessuno al mondo e Roberta è diventato uno dei protagonisti italiani della prima stagione del rock e del twist. La sua importanza sta soprattutto nella capacità di rendere moderna la canzone napoletana senza cancellarne l’accento e la malinconia, sottraendola nello stesso tempo alla semplice conservazione folcloristica. Negli anni del successo internazionale ha cantato anche davanti a Jacqueline Kennedy e Aristotele Onassis. Nel 1965 ha partecipato come artista di supporto alla tournée italiana dei Beatles; molti anni dopo li ha ricordati con ironia, dicendo che «se la tiravano un po’». Ha preso parte quindici volte al Festival di Sanremo e lo ha vinto nel 1973 con Un grande amore e niente più e nel 1976 con Non lo faccio più.

Il brano che più stabilmente si è legato al suo nome resta però Champagne, presentato a Canzonissima nel 1973. La scena di un amore finito, raccontata senza enfasi e sostenuta dal pianoforte, ne ha fatto uno standard dei piano bar, ripreso in Italia e all’estero, utilizzato dal cinema e rimasto nel repertorio di generazioni diverse. La fortuna della canzone ha finito talvolta per nascondere il lavoro precedente di Di Capri sulla contaminazione tra repertorio napoletano e musica americana. Il successo non ha interrotto il rapporto con Capri. Tornava appena poteva e sull’isola conduceva una vita normale, tra i vicoli, i bar e il porto. Per gli isolani era semplicemente Peppino. Con loro ha condiviso anche i passaggi più difficili della propria vita, dalla fine del matrimonio con Roberta Stoppa, che aveva ispirato Roberta, al grave incidente automobilistico del 1977 in Sicilia. L’auto sulla quale viaggiava uscì di strada finendo in una scarpata. Nel 2023 ha ricevuto al Festival di Sanremo il premio alla carriera Città di Sanremo. Nel marzo 2025 Rai 1 ha trasmesso Champagne – Peppino di Capri, con Alessandro Gervasi e Francesco Del Gaudio nei ruoli del cantante bambino e adulto. Lascia tre figli: Arrigo, detto Igor, nato dal matrimonio con Roberta Stoppa, ed Edoardo e Dario, avuti da Giuliana Gagliardi, morta nel 2019.
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