giovedì 8 febbraio 2024
Il padiglione della Santa Sede sarà nel carcere femminile della Giudecca: intitolato "Con i miei occhi" sarà dedicato agli ultimi, con nove artisti internazionali e il critico Hans Ulrich Obrist
Venezia

Venezia - Canmandawe / Unsplash

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Gli artisti Maurizio Cattelan, Bintou Dembélé, Simone Fattal, Claire Fontaine, Sonia Gomes, Corita Kent, Marco Perego & Zoe Saldana, Claire Tabouret e la partecipazione speciale del critico Hans Ulrich Obrist all’interno del public program: saranno questi i protagonisti del Padiglione della Santa Sede alla 60. Biennale di Venezia, dal 20 aprile al 24 novembre. Realizzato all’interno del Carcere Femminile della Giudecca (in collaborazione con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia), avrà per titolo “Con i miei occhi”. Il Commissario, il cardinale José Tolentino de Mendonça, Prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, ha nominato come curatori Chiara Parisi, direttrice del Centre Pompidou-Metz, e Bruno Racine, direttore di Palazzo Grassi – Punta della Dogana. Il Vaticano torna così per la terza volta con un padiglione nella Biennale arti visive (le altre due esperienze ormai dieci anni fa, nel 2013 e nel 2015), dando così continuità alla partecipazione, l'anno scorso, alla Biennale Architettura.

Gli artisti sono chiamati a confrontarsi con un luogo difficile come un carcere, attraverso con installazioni e lavori site specific (a parte Corita Kent, scomparsa nel 1986). Il Padiglione vaticano è dedicato al tema dei diritti umani e alla figura degli ultimi, abitanti di mondi marginalizzati, e si inserisce all’interno della più ampia tematica della mostra internazionale curata dal brasiliano Adriano Pedrosa e intitolata “Stranieri ovunque”. “Con i miei occhi” cercherà di favorire la costruzione di una cultura dell’incontro, perno centrale del magistero di papa Francesco: «Da questo desiderio – si legge nella nota diramata dalla Sala Stampa della Santa Sede – nascono intrecci di storie che spesso possono sembrare a noi estranee, ma che in realtà riguardano tutti, perché raccontano la stessa fame di amore, lo stesso desiderio di vita, di affetto, la stessa inquietudine di senso, tutto quello che l’arte, da sempre, cerca di riflettere e rappresentare». Il progetto artistico per la Biennale, dunque, «prende alla lettera le parole del Santo Padre quando esorta a uscire e a guardare negli occhi, invitando i visitatori a prestare attenzione a quelle realtà che tante volte vengono considerate periferiche, e che spesso sono fuori dal dibattito culturale».
L’iniziativa, senza dubbio destinata a suscitare interesse e discussione anche a ragione delle figure coinvolte, dà seguito concreto all’incontro di papa Francesco con gli artisti nella Cappella Sistina del 23 giugno 2023 e appare come un ulteriore tassello di un più vasto programma di presenza della Santa Sede all’interno dei luoghi e dei momenti del dibattito culturale internazionale, avviato dal cardinale Tolentino.
Maggiori dettagli sul progetto saranno comunicati nei primi giorni di marzo, in occasione della conferenza stampa ufficiale di presentazione del progetto presso la Sala Stampa della Santa Sede.

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