Sanremo al Colle, Mattarella: «La musica pop patrimonio del Paese»

Per la prima volta il Presidente della Repubblica riceve al Quirinale il cast del Festival. Carlo Conti annuncia un omaggio agli 80 anni della Repubblica con una testimone del voto del 2 giugno 1946
February 13, 2026
Sanremo al Colle, Mattarella: «La musica pop patrimonio del Paese»
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontra i partecipanti della 76° edizione del Festival di Sanremo al Quirinale. ANSA/Francesco Ammendola - Uff stampa Quirinale
La musica popolare entra nelle stanze più alte delle istituzioni e ne esce riconosciuta come parte integrante della cultura nazionale. Per la prima volta nella storia, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto oggi al Palazzo del Quirinale il cast del Festival di Sanremo, accompagnato dal direttore artistico Carlo Conti e dalla co-conduttrice Laura Pausini. Un incontro dal forte valore simbolico, che suggella il legame tra cultura popolare e istituzioni repubblicane.
«Sono stato a Cortina e a Milano per le Olimpiadi, domani andrò a ricordare il Nobel a Grazia Deledda. Tre forme diverse di cultura del Paese ma tra loro c’è un filo conduttore comune», ha affermato il Capo dello Stato. Parole che mettono in dialogo sport, letteratura e musica, superando ogni gerarchia tra cultura “alta” e cultura “pop”. «Il Festival – ha aggiunto – è un momento che raccoglie e sollecita i giovani a impegnarsi e a partecipare alla dimensione della musica leggera e popolare». E ancora: «È un appuntamento importante nella vita del Paese».
Mattarella ha rievocato con un tratto personale la prima edizione del 1951: «Avevo dieci anni». Di quel debutto conserva il ricordo della voce “inconfondibile” di Nunzio Filogamo, quando il Festival viveva soltanto attraverso la radio e gli italiani immaginavano il volto del presentatore. Da allora il coinvolgimento popolare non è mai venuto meno, anche grazie al servizio pubblico: oggi sono mediamente oltre 20 milioni gli spettatori che seguono la manifestazione sera dopo sera. Un dato che, ha sottolineato, dimostra quanto la musica leggera e pop faccia parte del patrimonio culturale italiano.
Nel suo intervento il Presidente ha allargato lo sguardo anche alla dimensione economica. L’industria discografica è una realtà fiorente, capace di incidere in modo significativo sul tessuto produttivo nazionale. «Quello che fate – ha detto rivolgendosi agli artisti – è espressione della vostra capacità artistica, ma anche contributo alla vita culturale e sociale del nostro Paese». Come per lo sport, spesso liquidato come semplice intrattenimento ma in realtà portatore di valori e coesione, così la musica popolare custodisce una funzione sociale profonda.
L’incontro si è chiuso con una nota di leggerezza quando i cantanti hanno intonato Azzurro. Mattarella ha sorriso e, con ironia, ha spiegato di non unirsi al coro «per non turbarlo», ricordando un insegnamento dell’infanzia.
Dal canto suo Carlo Conti ha annunciato che l’edizione 2026 renderà omaggio agli 80 anni della Repubblica. Sul palco salirà una donna di 106 anni che il 2 giugno 1946 votò per la prima volta. «È il nostro modo – ha spiegato – per celebrare questa Repubblica e la libertà che tutti noi abbiamo da quel giorno». Un gesto che lega la memoria civile alla dimensione popolare del Festival.
Laura Pausini ha parlato di emozione e gratitudine per un riconoscimento non scontato: la musica, ha ricordato, è anche divertimento ma nasce da impegno e responsabilità, e rappresenta una parte viva dell’identità italiana. «Noi facciamo musica, non la guerra» ha detto la cantante.
«Forte apprezzamento per parole del Presidente Mattarella su ruolo significativo e rilevante dell'industria discografica nell'economia italiana. Un settore che ha saputo coniugare innovazione e tradizione continuando incessantemente ad investire su nuovi talenti». Così il Ceo della Fimi, Enzo Mazza, commenta l'intervento del Capo dello Stato. Durante l'incontro Mattarella ha ricordato che "l'attività discografica italiana è fiorente e rappresenta un ambito significativo e di rilievo nell'economia del nostro Paese. Questo significa che l'importanza del Festival travalica le apparenze ma è anche di sostanza nella vita del nostro Paese».

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