Donne e potere: Gutenberg fa il punto 80 anni dalla prima volta al voto
Il numero 59, in edicola venerdì 13 febbraio, è dedicato ai nodi storici e attuali del rapporto tra donne e potere, tra leadership, rappresentazione e memoria culturale

Il 10 marzo 1946 per la prima volta le donne italiane votarono alle elezioni amministrative, esercitando il diritto di elettorato attivo e passivo. In questi ottant’anni molte cose sono cambiate, altre meno. Uno sguardo alla storia e uno all’attualità aiuta a ragionare su come il problema, più che di genere, sia di paradigma. A “Donne e potere” è dedicato il nuovo Gutenberg, l’inserto culturale di “Avvenire”.
Il numero si apre con l’analisi di Lucia Capuzzi, che osserva la scena globale di oggi come un mosaico segnato da conflitti, tensioni e leadership in trasformazione. Il potere femminile, racconta, non basta evocarlo: occorre capire come si è modellato nei secoli, quali immagini ha ereditato e quanto pesa ancora quel paradigma che ha sempre parlato con voce maschile. L’articolo segue questa linea lunga, tra simboli, figure sovrane, eccezioni storiche e cristalli ancora da incrinare.

La conversazione di Viviana Daloiso con la psicologa sociale Claudia Manzi entra nel cuore del problema: non solo la presenza delle donne nei luoghi decisionali, ma le aspettative che continuano a circondarle. Il masculine default, l’adattamento ai codici impliciti, la fatica di ottenere ascolto senza snaturarsi: una dinamica che riguarda ruoli pubblici, contesti organizzativi, percezioni collettive. La ricostruzione di Antonella Mariani, in dialogo con Giorgia Serughetti, aggiunge la dimensione dei dati: percentuali, nomi, date, avanzamenti e ritardi. Lo sguardo storicosociale mette in fila ciò che è stato conquistato e ciò che si muove lentamente: il passo delle sindache, la presenza nelle assemblee, i divari ancora aperti.
L’ultima parte del monografico si sposta sul piano delle immagini. La mostra londinese Marie Antoinette Style, raccontata da Angela Calvini, restituisce la regina come figura multipla — icona, modello, simbolo — tra abiti, oggetti, tracce intime e memorie visive che continuano a generare interpretazioni, tra costruzione storica e immaginario contemporaneo. A chiudere, Giorgio Agnisola racconta la grande esposizione della Reggia di Caserta, Regine — Trame di cultura e diplomazia tra Napoli e l’Europa, dedicata alle sovrane che hanno attraversato il Sud d’Italia tra Settecento e Novecento. Ritratti, documenti, manufatti e vicende personali compongono un lungo percorso sulla loro presenza nella vita politica e culturale dei secoli. Una storia fatta di ruoli, responsabilità e presenze spesso rimaste ai margini delle narrazioni ufficiali.
La sezione Percorsi si apre con uno sguardo su Praga, tra il racconto di Giovanni D’Alessandro come città magnetica, sospesa tra storia e leggenda, conservata come un corpo architettonico intatto, e i reportage di primo Novecento di Egon Erwin Kisch, presentati da Vito Punzi. Si prosegue con la figura di san Francesco. Pietro Gibellini torna al testo originario del Cantico delle creature e ai suoi enigmi grafici, dove una virgola può illuminare la chiave teologica. Pierachille Dolfini, invece, segue il Ravenna Festival dedicato al santo, dove musica, scena e parola ridisegnano la sua presenza nel nostro immaginario. La pagina finale è dedicata al pensiero europeo: Giuseppe Bonvegna presenta le nuove edizioni delle opere di Ernst Cassirer, che ripercorrono i fili nascosti tra Medioevo, Rinascimento e scienza moderna. Una lettura filosofica che guarda alla tradizione come a un continuo processo di trasformazione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA






