Stati Uniti fuori dall'Oms. E ora?
Diventa effettiva la decisione di Trump che imputa all'Organizzazione mondiale della sanità azioni contro gli interessi del suo Paese, mancata indipendenza e cattiva gestione della pandemia da Covid. La replica: accuse false

Annunciata da Donald Trump un anno fa, con un ordine esecutivo il primo giorno del suo secondo mandato da presidente, l’uscita degli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) è ora realtà.
Anche se il portavoce Farhan Haq del segretario generale dell’Onu, António Guterres, ha ricordato che serve un anno di preavviso e il «pieno adempimento degli obblighi finanziari», su sito dell’Oms è scritto che la notifica è arrivata nel 2025 e che l’effettiva data del ritiro è prevista il giorno 22 gennaio 2026. Come confermato dal Dipartimento di Stato, guidato da Marco Rubio, e dal Dipartimento della Salute, diretto da Robert F. Kennedy «tutti i finanziamenti e il personale degli Stati Uniti per le iniziative dell’Oms sono cessati».
L’Oms con un comunicato ha espresso rammarico per la decisione del governo statunitense, «che rende meno sicuri sia gli Stati Uniti sia il mondo».
Le motivazioni – espresse in una nota della Casa Bianca – parlano di «cattiva gestione da parte dell’organizzazione della pandemia di Covid-19 scoppiata a Wuhan, in Cina, della mancata adozione di riforme urgenti e della loro incapacità di dimostrare indipendenza dall'inappropriata influenza politica degli Stati membri dell'Oms».
«Come molte organizzazioni internazionali – lamenta una nota congiunta di Rubio e Kennedy –, l’Oms ha abbandonato la sua missione principale e ha agito ripetutamente contro gli interessi degli Stati Uniti. Sebbene gli Stati Uniti fossero un membro fondatore e il maggiore contributore finanziario dell’Oms, l’organizzazione ha perseguito un’agenda politicizzata e burocratica guidata da nazioni ostili agli interessi americani».
Con una lunga replica, l’Oms nega le accuse degli Stati Uniti, rivendicando di aver sempre agito in buona fede, nel pieno rispetto della sovranità di ogni Stato membro. Circa la gestione della pandemia da Covid-19, pur ammettendo che «sebbene nessuna organizzazione o governo abbia fatto tutto correttamente», l’Oms rivendica che la risposta sia stata rapida e condividendo le informazioni. E aggiunge che, pur avendo consigliato mascherine, vaccini e distanziamento fisico, in nessun momento è stato raccomandato l’obbligo di mascherine, l’obbligo di vaccinazione o il lockdown: «Le decisioni erano dei governi». In un post sul social network X, lo stesso direttore dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus ha definito «false» le ragioni addotte dagli Stati Uniti per motivare il proprio ritiro.
D’ora in poi, hanno sottolineato Rubio e Kennedy, «gli Stati Uniti continueranno a guidare il mondo nella sanità pubblica, salvando milioni di vite e proteggendo gli americani in patria impedendo alla minaccia di malattie infettive di raggiungere le nostre coste, promuovendo al contempo la sicurezza sanitaria globale attraverso partnership dirette, bilaterali e orientate ai risultati. Continueremo a lavorare con i Paesi e le istituzioni sanitarie di fiducia per condividere le migliori pratiche, rafforzare la preparazione e proteggere le nostre comunità attraverso un modello più mirato, trasparente ed efficace che fornisca risultati reali piuttosto che la gonfia e inefficiente burocrazia dell’Oms».
Diverso il punto di vista dell’Oms, che osserva che la decisione degli Stati Uniti «solleva questioni che saranno prese in considerazione dal Consiglio esecutivo dell’Oms nella riunione ordinaria che prenderà il via il prossimo 2 febbraio e nella assemblea mondiale annuale a maggio 2026»
Tra i temi di salute già sul tavolo c’è l’avvio del Trattato pandemico firmato lo scorso anno (ma gli Stati Uniti non avevano partecipato alla discussione finale), che era stato approvato con alcune astensioni, tra cui quella dell’Italia, motivata con il timore di «perdere sovranità».
Nell’esprimere l’auspicio che gli Stati Uniti tornino a partecipare attivamente all’Oms, la stessa organizzazione ribadisce il proprio impegno per il perseguimento dei più alti livelli di salute come diritto fondamentale per tutti i popoli.
Intanto, per dare un segnale di contrarietà alla politica del presidente Trump, lo Stato della California (guidato dal democratico Gavin Newsom) ha annunciato di avere intrapreso una collaborazione formale con il Global Outbreak Alert and Response Network, braccio operativo dell’Oms che risponde alle emergenze sanitarie, con l’invio di personale e risorse.
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