
Pubblichiamo l’intervento del cardinale Ennio Antonelli, presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Famiglia e già segretario generale della Cei, al convegno “Carlo Casini. Discorsi politici e parlamentari” alla Camera dei Deputati il 21 aprile
Rivolgo a tutti i presenti un intenso saluto pasquale: Grazia, pace e ogni bene a voi da “Colui che è, che era e che viene” (Ap 1, 8). Mi congratulo con i promotori di questo convegno e della raccolta “Discorsi politici e parlamentari” di Carlo Casini. Mi rallegro con l’Associazione “Amici di Carlo Casini”, che mantiene desta l’attenzione alla sua testimonianza umana e cristiana.
Ricordo anch’io con commozione i numerosi incontri, avuti con lui come Segretario della Cei, come Arcivescovo di Firenze, come Presidente del Pontificio Consiglio della Famiglia. Conservo in me l’immagine della sua bella persona, bella anche fisicamente, ma soprattutto spiritualmente: cristiano laico esemplare, animato da fede appassionata in Dio e nell’uomo; impegnato con intelligenza, amore e operosità instancabile.
Viveva la sua vita familiare, ecclesiale, sociale, politica come vocazione e missione, dedizione a Dio e agli altri: premurosa attenzione, fiducia forte e paziente, coraggio, sacrificio, gioia, entusiasmo, ampia visione ideale, concretezza operativa (cf Movimento per la vita, Cav, Progetto Gemma, Culle per la vita).
Carlo Casini ha creduto nell’amore di Dio per ogni uomo. Sul suo sepolcro è scritta la parola che ripeteva spesso “Di un amore infinito possiamo fidarci”. Di conseguenza ha creduto nell’inviolabile dignità dell’uomo, di ogni uomo. Nel cristianesimo la fede nell’amore di Dio per tutti e la fede nella dignità di ogni uomo sono indissolubilmente congiunte. Il Figlio eterno di Dio è disceso fino a noi per innalzarci fino a Dio, per farci partecipi, prima in germe nella storia e poi perfettamente nell’eternità, della vita trinitaria delle persone divine, come figli del Padre, fratelli del Figlio, animati dallo Spirito Santo (cf Gal 4, 4). Questo in sintesi è il messaggio del Nuovo Testamento. Nessuna notizia è bella come questa; nessuna speranza è audace e sicura come questa. Ben più che potenziamento delle capacità intellettuali e fisiologiche secondo le aspettative suscitate dall’intelligenza artificiale! Ben più che transumanesimo!
La fede cristiana, affermando la sublime vocazione e dignità dell’uomo, accende la responsabilità verso tutti ed esalta il valore delle attività a servizio degli altri, in particolare l’importanza della politica, come servizio al bene comune e promozione dei diritti umani fondamentali. A pagina 656 del volume dei suoi Discorsi, Carlo Casini asserisce che in politica la funzione della fede è quella «di rendere più umano l’umano». A pagina 660 spiega che la democrazia non si riduce a forma procedurale, ma ha un contenuto essenziale: «La democrazia non consiste soltanto nella regola della maggioranza e della scelta rimessa al popolo. Essa ha un contenuto sostanziale che va identificato nella dignità di ogni essere umano. Discriminazione è il contrario di democrazia. Violenza dell’uomo sull’uomo è il contrario della democrazia. Rispetto della dignità di ogni essere umano è fondamento della democrazia». È la dignità dell’uomo che «garantisce i più poveri, i malati, i sofferenti e i meno fortunati... è la dignità della persona umana che garantisce, come una bussola, il cammino, talora oscuro, faticoso e rischioso, verso la pace».
In tale prospettiva si colloca il lungo impegno culturale e politico di Carlo Casini a difesa della vita dal concepimento alla morte naturale, culminato nell’iniziativa “Uno di noi”, per chiedere all’Unione Europea la tutela giuridica dell’embrione umano, da lui chiamato, riprendendo la parola di Madre Teresa di Calcutta, «il più povero dei poveri». Il suo impegno civile è stimolato dalla fede, ma le sue analisi, valutazioni e proposte sono argomentate scientificamente e giuridicamente, basate soltanto sulla ragione e non sulla parola di Dio e sull’autorità dell’insegnamento della Chiesa, perché egli è consapevole che la dignità della persona non è un valore solo per i cattolici.
Carlo Casini è aperto al dialogo e alla collaborazione con tutti, è rispettoso verso gli avversari e attento alle loro posizioni, senza però tacere le proprie convinzioni, né tantomeno tradire la propria coscienza. Non cerca il consenso a qualsiasi costo. Per lui la verità dell’uomo vale più di qualsiasi successo e potere.
Molti che lo hanno conosciuto da vicino testimoniano la sua fedeltà a Dio e all’uomo vissuta in misura alta. Compete alla Chiesa il discernimento definitivo sulla sua perfezione cristiana. Mi sembra però che fin d’ora possiamo riconoscerlo come cristiano laico esemplare: nella vita privata, familiare, culturale, politica e infine nella dolorosa malattia, con cui il Signore ha voluto conformarlo alla sua passione e alla sua croce, come via alla risurrezione e alla vita eterna.
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