I vescovi inglesi: in maggio ogni giorno un Rosario per la vita
Dopo il varo della legge per l’aborto “fino alla nascita” e con i ripetuti tentativi (sinora falliti) di legalizzare il suicidio assistito la Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles lancia una campagna. Di preghiera. Ecco la guida

È una vera e propria campagna per la vita quella lanciata dalla Conferenza episcopale d’Inghilterra e del Galles lanciando la recita quotidiana del Rosario per la Vita, con lo slogan “Recita il Rosario. Incontra Cristo. Difendi la vita”. E inizia a farlo subito, aggiungono i vescovi inglesi: “Non indugiare, prega per la vita”.
A lanciare la campagna monsignor John Wilson, arcivescovo di Southwark, che invita tutti a unirsi «in questo mese di maggio nella preghiera per la fine dell'aborto, per la pace, per le persone con disabilità, per gli anziani e per i più vulnerabili». L’iniziativa giunge all’indomani del varo in Parlamento della proposta di legge per consentire l'aborto fino alla nascita e con la pressione dei continui tentativi di legalizzare il suicidio assistito. «Come seguaci del Signore Gesù Cristo siamo chiamati a essere voce per chi non ha voce e un faro del suo amore e della sua pace – dice il vescovo Wilson, a nome dei confratelli –. I bambini non nati sono stati chiamati da Dio e nominati da Dio. I loro nomi, come il tuo e il mio, sono già scolpiti nel Sacro Cuore di Gesù». I vescovi inglesi invitano ad «agire ora» perché le minacce di aborto ed eutanasia sollevando seri interrogativi sulla loro ammissibilità in una società civile.
Sebbene la notizia della recente bocciatura del disegno di legge “Assisted Dying Bill” in Parlamento sia stata accolta con favore, la necessità di sostenere la causa della vita rimane fondamentale poiché alcuni parlamentari hanno promesso di tentare nuovamente di trasformare questa proposta in legge. «Ecco perché la tua preghiera è necessaria più che mai. Oltre alla preghiera, ti invitiamo a opporti a queste minacce profondamente preoccupanti per i più vulnerabili della nostra società visitando il sito Righttolife.org.uk e sostenendo le loro campagne».
Ogni serie di misteri – gaudiosi, dolorosi, gloriosi, luminosi – è accompagnata da una riflessione, da letture della Scrittura e da intenzioni di preghiera (per ogni decina). I misteri gaudiosi sono dedicati alla protezione della vita nascente e al dovere dei credenti di chiedere la fine dell'aborto: «Come seguaci del Signore Gesù, siamo chiamati a camminare nelle sue vie e a proclamare la sua verità, e ciò significa opporsi all'aborto e dare voce al bambino senza voce nel grembo materno».
La preghiera è «per i bambini non nati e per la fine dell'aborto» affinché «tutti i bambini morti a causa dell'aborto, e i bambini perduti, considerati indesiderati o abbandonati, possano essere abbracciati dal Sacro Cuore di Gesù e conoscere la sua protezione, il suo amore e la sua pace». Lettura di riferimento è il vangelo di Luca: «Ed ecco, concepirai nel grembo e darai alla luce un figlio, e lo chiamerai Gesù» (Luca 1,31).
I misteri dolorosi sono dedicati alla pace e alle vittime della guerra. La citazione è tratta da Isaia: «Perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio; il suo nome sarà chiamato Principe della Pace» (9.6). La preghiera qui è «per tutti coloro che vivono nella paura e nell'ombra della guerra, affinché siano confortati dal Signore Gesù, che nella sua agonia pose ogni cosa con fiducia nelle mani del Padre».
«Di fronte alla guerra – si legge ancora nella nota del vescovo – dobbiamo essere chiari sul fatto che Dio esige la pace. Non sono un politico, né uno statista. Sono un discepolo e un pastore. Non pretendo di avere tutte le risposte, ma so che come seguaci del Signore Gesù Cristo, il Principe della Pace, ognuno di noi è chiamato a essere un faro della sua pace».
I misteri della luce sono dedicati alle persone con disabilità «affinché sappiano di essere figli amati di Dio, scelti e chiamati per nome» e perché «traggano conforto dal fatto che la morte non è la fine ma l'inizio di una vita gloriosa ed eterna». Citazione: «Questo è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto» (Matteo 3,17).
«La nostra Chiesa e la nostra società devono essere un luogo di accoglienza e di appartenenza per tutti, specialmente per i nostri fratelli e sorelle disabili – continua Wilson –. Cerchiamo di essere testimoni della verità che ogni persona è indispensabile per Dio e meritevole di dignità e rispetto».
Infine con i misteri gloriosi si prega «per gli anziani e i vulnerabili», perché vengano protetti «specialmente dal suicidio assistito». L’esortazione è tratta dal vangelo di Marco: “Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto” (Marco 16,6).
«Siamo amministratori, non proprietari, della vita che Dio ci ha affidato – è la conclusione di questa speciale guida alla preghiera –. La vita non è nostra per disporne a piacimento: il nostro dovere è sostenere e prenderci cura dei nostri fratelli e sorelle che soffrono».
Iscriviti alla newsletter settimanale gratuita di “è vita”: basta cliccare qui.
© RIPRODUZIONE RISERVATA






