Perché la Neurologia del “Besta” di Milano è ai vertici nel mondo (lo dice “Newsweek”...)

Nell’annuale classifica della rivista americana riconosciuta l’eccellenza dell’ospedale milanese: frutto della capacità di attrarre talenti. E dare chance ai giovani
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September 28, 2026
Perché la Neurologia del “Besta” di Milano è ai vertici nel mondo (lo dice “Newsweek”...)
Giuseppe Lauria Pinter, direttore scientifico del "Besta" di Milano
Se l’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano si conferma primo ospedale in Italia nelle Neuroscienze e tra i migliori al mondo per la Neurologia e la Neurochirurgia la ragione va cercata a ritroso, nell’impegno di medici, ricercatori e manager che anno dopo anno continuano a garantire alti livelli di assistenza. «Il nostro è un istituto che esiste da più di un secolo e che ha creato nel tempo le condizioni affinché l’eccellenza possa emergere come risultato strutturale di una strategia, con un investimento su persone, tecnologia e qualità di management sia della ricerca, sia dell’assistenza», spiega Giuseppe Lauria Pinter, direttore scientifico e ordinario di Neurologia.
Secondo la nuova classifica di Newsweek, per la Neurologia il Besta si posiziona infatti 2° in Europa e 8° nel mondo; per la Neurochirurgia, mantiene il 3° posto in Europa e sale all’11° a livello mondiale. «Sia in ambito di ricerca che di assistenza – spiega Lauria Pinter – partiamo da un punto fondamentale: vogliamo che la nostra prima risposta, di diagnostica e di terapia, cioè di assistenza, sia la migliore possibile, e per farlo serve che tutte le persone che si occupano delle varie sottoparti della neurologia e della neurochirurgia siano costantemente aggiornate». Non solo. «In termini di attrattività – precisa Lauria Pinter – in questi ultimi anni, noi che siamo al 100% ospedale pubblico, siamo diventati significativamente attrattivi per molti professionisti della ricerca e dell’assistenza che provengono da istituzioni private e pubbliche italiane e internazionali. Abbiamo reclutato molti specialisti, rafforzando così alcune aree o costruendone altre».
Il che vuol dire, anche, continuare a investire sia nella ricerca che nell’ambito assistenziale. «Fino ad alcuni anni fa – continua il direttore scientifico – avevamo una neurochirurgia molto forte e competitiva, ma avevamo una forza limitata nella neurochirurgia della colonna, perché da sempre ci occupiamo di tumori. Poi, pensando che quella era un’area da affrontare, abbiamo costruito un programma di sviluppo e fatto investimenti tecnologici per avere sale operatorie con la migliore tecnologia per quel tipo di neurochirurgia, coinvolgendo professionisti tra i più esperti. Adesso siamo diventati un centro di riferimento anche per la chirurgia spinale complessa. Analogamente – aggiunge – abbiamo fatto un investimento per rafforzare la nostra unità di terapie cellulari e portato un prodotto dal laboratorio, ossia i linfociti ingegnerizzati, fino a fase uno in un trial nei pazienti con glioblastoma, congiungendo così la neurochirurgia e la attività di laboratorio».
Non è un caso, dunque, se anche molti giovani alla fine restano e chiedono di essere coinvolti nella ricerca. “»bbiamo incrementato di 7 volte il numero di dottorandi in pochi anni – rimarca Lauria Pinter – perché crediamo fortemente che l’investimento del dottorato, come in tutti i Paesi ad alta performance, sia fondamentale per far sì che i giovani ricercatori si focalizzino in una specifica area di ricerca».
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