«Il Papa pellegrino a Lourdes tra noi è un sogno che si avvera»

Il presidente Unitalsi, Palese: «Il Santuario è luogo dove malati e persone con disabilità sono protagonisti». L'assistente ecclesiastico, Pennacchio: «La sua presenza ci ricorda che noi offriamo un'esperienza di Chiesa».
Google preferred source
September 25, 2026
«Il Papa pellegrino a Lourdes tra noi è un sogno che si avvera»
Veduta aerea del Santuario di Lourdes/ ICP
Grande fermento ed emozione caratterizzano la vigilia dell’arrivo del Papa a Lourdes per coloro che al Santuario sono “nati” e continuano a frequentarlo per adempiere la propria missione: i volontari dell’Unitalsi (Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e Santuari internazionali). Non nasconde la «grande gioia» il presidente nazionale Rocco Palese, che confida di avere fatto spesso il sogno che il Papa accompagnasse un loro pellegrinaggio: «Non viene con i nostri treni o aerei ma lo incontreremo, pellegrino tra i pellegrini, proprio nei giorni in cui si svolge il nostro pellegrinaggio nazionale». Leone XIV sarà a Lourdes, «il luogo in cui la fragilità, la vulnerabilità, la malattia non vincono, perché le persone vengono accompagnate dai volontari. Sin dal tempo delle apparizioni, la Grotta di Massabielle è sempre stata ricercata dalle persone in difficoltà e dai malati», aggiunge Palese. «La presenza del Papa ci ricorda che noi offriamo un’esperienza di Chiesa – osserva l’arcivescovo Rocco Pennacchio, assistente ecclesiastico nazionale di Unitalsi – e che siamo mandati dalla Chiesa ad annunciare e a vivere la carità attraverso la prossimità alle persone ammalate. Lo Statuto dell’Unitalsi dice che esistiamo per offrire una formazione spirituale mariana ai soci: ci consola sapere che ne ha sentito bisogno anche il Papa, scegliendo di andare a Lourdes».
Gli oltre quattromila partecipanti al pellegrinaggio nazionale (23-29 settembre) avranno quindi la possibilità di un incontro unico: «Tutti noi, ma in particolare ammalati e persone con disabilità, avranno modo – puntualizza Palese – di partecipare alle celebrazioni papali. Il programma prevede in particolare tre momenti importanti con Leone XIV: al suo arrivo, il Papa si recherà subito alla Grotta, come facciamo tutti noi pellegrini, e noi saremo lì ad attenderlo. Il secondo momento sarà la celebrazione eucaristica domenicale, che assumerà una dimensione internazionale per la grande quantità di pellegrini da tutto il mondo. Infine la processione mariana aux flambeaux dove sarà ancora pellegrino tra i pellegrini». Certamente la presenza del Papa obbligherà a modificare in parte i programmi: «Per esigenze logistiche – chiarisce l’arcivescovo Pennacchio – la data dei pellegrinaggi nazionali dell’Unitalsi viene stabilita più di un anno prima. Chiaramente in questa circostanza dovremo adattarci e probabilmente, per ragioni di sicurezza, non potremo vivere tutte le iniziative a cui siamo abituati, ma la gioia di poterci incontrare con il Papa è impagabile rispetto a qualche disagio organizzativo».
Inevitabilmente la notizia dell’arrivo del Pontefice ha attirato maggiore attenzione anche sull’appuntamento nazionale: «Il numero dei pellegrini è cresciuto – riferisce Palese – ma avevamo già una buona partecipazione: alla fine parliamo di quattromila persone (malati e persone con disabilità, volontari, sorelle, barellieri, medici, infermieri e sacerdoti) con undici voli, due treni e tre pullman. Il Papa viene da pellegrino, non semplicemente a incontrare una grande folla (150mila iscritti secondo il Santuario), ma viene in un luogo dove la Chiesa si mette accanto alle persone malate, alle persone con disabilità e alle loro famiglie: la sua presenza è davvero un segno importante per tutti coloro che vanno a Lourdes per raccogliere speranza e non sentirsi soli o ai margini, ma parte integrante della comunità e della Chiesa. Del resto il cuore del Santuario, dove non esistono barriere architettoniche, sono proprio le persone in difficoltà».
Persone che l’Unitalsi segue con continuità: «La nostra azione di vicinanza alle persone fragili – puntualizza Palese – non termina con la fine del pellegrinaggio: tornati a casa, sul territorio, i volontari continuano a seguire gli ammalati e le persone con disabilità che hanno accompagnato al Santuario, con i quali sono nati legami di fraternità e amicizia. Pochi giorni fa hanno preso servizio trecento giovani che svolgeranno il servizio civile presso l’Unitalsi, dove potranno vivere un’esperienza che spesso cambia del tutto, ce lo riferiscono poi, il loro modo di vedere e accostarsi alle persone più fragili e bisognose». Così come prosegue la collaborazione con la Chiesa italiana, sottolinea Palese: «Molte diocesi mandano seminaristi a fare esperienza di servizio a Lourdes, siamo vicini alle iniziative di Pastorale della salute a tutti i livelli, e abbiamo in programma un grande pellegrinaggio a Lourdes con le Caritas diocesane nella prossima primavera».
In un’epoca che fatica a comprendere il valore della persona umana, in ogni fase della sua esistenza, anche la più debole, la testimonianza dell’Unitalsi resta preziosa: «La fragilità non è una periferia della vita, ma tocca un po’ tutti. E l’Unitalsi – ribadisce Palese – non abbandona mai nessuno, con un servizio gratuito, affiancato e sostenuto da un’esperienza di fede». «La presenza del Papa – conclude Pennacchio – ci ricorda che noi siamo mandati dalla Chiesa ad annunciare e vivere la carità attraverso la prossimità alle persone ammalate». E la dignità della persona non dipende dalle sue qualità o capacità: «Il Vangelo di domenica scorsa parlava di un padrone della vigna che dà a tutti la stessa remunerazione, sia a chi ha lavorato dal mattino, sia a chi arriva all’ultimo momento: davanti a Dio non conta ciò che produciamo o la nostra efficienza, ma il fatto che ci siamo. In questo insegnamento di Gesù vedo il mettere al centro la dignità della persona in quanto tale. Gli Stati che investono nel welfare, in fondo, hanno assorbito questo criterio, che ha un’origine cristiana».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire