I nostri cari “nascosti” nel coma: si può incontrare la loro vita sospesa
A Bologna la Casa dei Risvegli Luca De Nigris propone un viaggio in una condizione umana misteriosa attraverso la lettura di un grande quadro nato durante i mesi in cui Luca era una presenza viva e silenziosa

Wolfango, artista bolognese ad ampio spettro, arrivò al coma attraverso Luca, figlio mio e di Maria Vaccari. Da quella vicenda, dai lunghi mesi nei quali la vita sembrava sospesa e dal nostro incontro nacque “L’Allegoria del coma”, un quadro pieno di simboli che sabato 26 settembre alle 13 proviamo a leggere alla Casa dei Risvegli Luca De Nigris di Bologna.
Nell’ambito dell’iniziativa “Wolfango 100 – 100 Wolfango”, promossa dalla figlia Alighiera Peretti Poggi, torniamo a quei simboli che, con Luca, ci hanno insegnato come il coma cambi il significato delle parole, il senso del tempo e della presenza.
Davanti a una persona in coma spesso ci chiediamo: dov’è? Si sveglierà? Quando? Come sarà dopo? Ma col tempo abbiamo imparato a farcene un’altra: quanta vita continua a esserci mentre aspettiamo un segno di risveglio?
A volte quella vita è sommersa, come un corpo sott’acqua: non sappiamo se e quando riemergerà, ma non possiamo considerarla assente. I simboli di Wolfango raccontano anche questo: il confine tra quello che vediamo e quello che rischiamo di non riconoscere.
C’è poi il volto di Luca che nel quadro non c’è, almeno non subito. Appare attraverso un’anamorfosi: bisogna cambiare punto di vista per riconoscerlo. Anche questo parla del coma, di una presenza che c’è ma che bisogna imparare a cercare.

Mi tornano allora in mente le parole del cardinale Matteo Maria Zuppi: «C’è molta più vita nella Casa dei Risvegli Luca De Nigris, dove la si contempla tutta e dove si impara a capire quello che altrimenti resta nascosto, che nell’immaginario offerto dalla prestazione, vita ridotta a esibizione, forza, successo, vitalismo, dall’apparenza sfrenata, esibita».
Alla Casa dei Risvegli Luca De Nigris, struttura pubblica dell’Azienda Usl di Bologna, il tempo dell’attesa non è un tempo vuoto. La vita si cerca nei piccoli segnali, nei progressi, nella relazione con i familiari e nel lavoro di chi cura. Curare significa anche continuare a chiamare una persona per nome, lo stimolo più forte della sua storia, riconoscendone l’identità quando ancora non può rispondere.
A Bologna con Zuppi ci sarà Alessandro Bergonzoni, testimonial della Casa dei Risvegli, capace di spostare il significato delle parole. Con loro Matteo Marchesini, Guido Armellini, Alighiera Peretti Poggi, Maria Vaccari, la lettura interpretata di Saverio Mazzoni, accompagnati dalle musiche della Dr. Dixie Jazz Band.
Ci metteremo in ascolto, senza cercare spiegazioni. Perché il coma ci ha insegnato che la fragilità non è debolezza, che la cura non è soltanto una prestazione sanitaria e che la speranza deve sempre fare i conti con la realtà.
Perché quando la vita incrocia il coma, la domanda non è solo se ci sarà un risveglio, ma come restare accanto a quella vita senza perderla di vista.
È una domanda che ci accompagna da Luca in poi. Forse è proprio questo che Wolfango aveva intuito e affidato ai suoi simboli: quando la vita si nasconde il nostro compito non è smettere di cercarla. È continuare a riconoscerla.
Fulvio De Nigris è presidente de “Gli Amici di Luca-Casa dei Risvegli Luca De Nigris ts”
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