La prima fila di Rosita
Che festa per un nuovo sacerdote a Caivano. E davanti a tutti c’è lei, che con il suo linguaggio misterioso mi sta dicendo qualcosa...

Dio chiama. Si adegua. Ci insegue. Ci chiamò alla vita. E fu meraviglioso. Continua a far sentire la Sua voce. Ci indica la strada da imboccare. Beati coloro che sanno riconoscere la propria vocazione. Saranno liberi dalla tirannia di se stessi, del tempo, delle mode, del denaro, del potere.
Francesco è diventato prete. Caivano è in festa. Banda musicale, confratelli, palloncini colorati, fiori, seminaristi, vecchi, giovani, bambini lo accompagnano in chiesa per la prima Messa.
Tra la gente festante, intravedo lei, Rosita. La guardo con insistenza. Si accorge di me e mi sorride come solo lei sa fare. Non ha mai camminato, Rosita, né mai ha potuto esprimere in parole pensieri e sentimenti. Chi le vuole bene capisce se è felice, se è triste, se è stanca o le fa male la testa. Sente e capisce, però, Rosita. Con le orecchie e con il cuore. Per il novello prete applausi, grida di giubilo, baci sulle mani consacrate. Rosita mi fissa. Mi invita. Capisco. Il corteo ha inizio. “Rubo” la carrozzina dalle mani della mamma e iniziamo il percorso verso la parrocchia. In prima fila, naturalmente. Accanto a don Francesco. Rosita, in casa, in chiesa, in paese, è sempre in prima fila. Coccolata da tutti. Felice di esserci.
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