«Un missionario della vita nelle aule parlamentari»

di Riccardo Migliori
L’ex presidente dell’Assemblea dell’Osce porta la sua testimonianza sul Servo di Dio Carlo Casini: la formazione parallela per una sintonia ideale e spirituale profonda
Google preferred source
September 22, 2026
Carlo Casini al Parlamento europeo durante una delle "sue" iniziative per i giovani
personaggi Carlo Casini dauffstampamovimentoperlavita
Sono nato a Firenze praticamente nello stesso rione di Carlo Casini. Ho frequentato le sue stesse scuole e ho ricevuto la prima Comunione dove l’ha ricevuta lui. Ho avuto anch’io Giorgio La Pira come docente e mi sono laureato nella stessa Facoltà di Giurisprudenza dell’Ateneo fiorentino.
Per tutti a Firenze – e dico tutti – Carlo Casini è stato il magistrato, il politico e il leader del Movimento per la Vita. Per me lo è stato per molto tempo e, pur appartenendo a forze politiche diverse, ho sempre apprezzato la sua coerenza. Per anni l’ho “inseguito”; condividendo però lo stesso sistema valoriale (ero un militante di Alleanza Cattolica e barelliere dell’Unitalsi), l’ho anche “seguito” e, alla fine, l’ho pure “conseguito” in termini di amichevole frequentazione, seppur inevitabilmente saltuaria.
Ricordo, in particolare, quando nel maggio del 2005 fummo invitati insieme a Fucecchio, la cittadina di Indro Montanelli, per un’iniziativa nell’ambito della campagna referendaria sulla legge 40 relativa alla procreazione medicalmente assistita. Quel giorno, trascorso in buona parte con lui, compresi che Carlo non era (né era mai stato) semplicemente un politico o un magistrato, ma era un vero e proprio missionario.
Emergeva in lui il compito fondamentale del «sia il vostro parlare sì, sì; no, no». Il ruolo, difficile e fuori moda, del cristiano che non si esilia dal mondo, ma ne è partecipe e protagonista, senza rintanarsi nel chiuso della propria coscienza.
Divulgava le verità del Diritto naturale: quell’etica e quei princìpi che non derivano dall’autorità dello Stato, ma che albergano nel cuore dell’uomo e che lo Stato dovrebbe tutelare e promuovere ma che, invece, purtroppo, spesso nega come purtroppo è accaduto e accade nella Storia. Carlo, quel giorno, rispondeva a ogni domanda o curiosità, a credenti e laici, con il vigore di verità contagianti che toccarono le menti e i cuori e che decretarono un grande successo di quell'incontro.
Negli anni successivi, da presidente dell’Assemblea parlamentare dell’Osce, ho incontrato diversi colleghi parlamentari provenienti da vari Paesi d'Europa che lo avevano conosciuto al Parlamento europeo: tutti gli riconoscevano, ben oltre il senso del semplice mandato elettorale, la caratura missionaria della sua instancabile attività. Carlo è stato un apostolo, un testimone, un evangelizzatore.
Quando san Giovanni Paolo II volle Madre Teresa di Calcutta come presidente spirituale dei Movimenti mondiali per la Vita, credo che Carlo abbia pensato che la sua missione – riassumibile nel principio che «le difficoltà della vita non si superano sopprimendo la vita, ma superando insieme le difficoltà» – fosse stata una vittoriosa e coerente esplicazione di Fede. Una Fede profonda e genuina che aveva condotto un piccolo orfano di una famiglia povera e numerosa di una periferia fiorentina a dare il proprio contribuire per salvare vite umane in tutto il mondo e per aiutare a scoprire che il senso dell'esistenza è, come diceva Madre Teresa, nell'amare e nell'essere amati.
È per me motivo di grande gioia e profonda commozione sapere dell'avvio della sua causa di beatificazione/canonizzazione di Carlo: un riconoscimento doveroso per un uomo che ha speso l'intera esistenza al servizio degli ultimi e dell'uguale dignità umana.
Desidero infine ringraziare di cuore la redazione di Avvenire per le preziose testimonianze pubblicate e per mantenerci costantemente aggiornati sulle iniziative dedicate a Carlo Casini, aiutandoci a mantenerne viva la memoria e l'insegnamento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire