«In Russia esiste un'alternativa a Putin: noi di Jabloko, nonostante tutto, lo abbiamo dimostrato»
Il partito che si oppone alla guerra ha superato la soglia di sbarramento nella regione di Novgorod. Per Nikolaj Rybakov, presidente della formazione politica liberale esclusa dal voto nazionale, «la nostra campagna è stata una prova di lealtà a cui si sono uniti tanti giovani. Oggi possiamo dire di avere vinto»

Nonostante l'esclusione dalle elezioni in Russia per la Duma e le persecuzioni subite, per il partito Jabloko, l'unico che si oppone alla guerra con l'Ucraina, le elezioni sono state un’opportunità di sensibilizzazione e campagna politica. Il presidente Nikolaj Rybakov spiega il senso di quanto accaduto e le prospettive.
Si può dire che, nonostante tutto, è stata un’opportunità eccezionale per una campagna politica?
Parlando di campagna politica nella Russia di oggi, dobbiamo abbandonare i concetti tradizionali di elezioni, parlamento e partiti. Le elezioni da tempo non sono una competizione di percentuali o seggi. In un sistema autoritario che cerca di epurare qualsiasi opinione alternativa, la campagna elettorale diventa per politici e cittadini un’opportunità di resistenza morale legalmente non perseguibile. Quindi, sì, certo, questa è stata un’opportunità unica ed eccezionale. La nostra lista federale è stata esclusa e la maggioranza dei nostri candidati ha subito pressioni, processi e estromissioni. Paradossalmente, pur essendo stati spinti oltre i canoni del classico processo elettorale com’è inteso dagli elettori europei, siamo riusciti a realizzare la nostra missione: dare voce a milioni di persone che desiderano pace e libertà. Abbiamo sfruttato ogni giorno, ogni opportunità, ogni volantino e ogni incontro per dire: esiste un’alternativa e le persone con una posizione umanista in Russia non sono sole. In questo senso, Jabloko non puntava a questa o quella strategia politica ma alla salvaguardia della dignità umana. Quando si priva un partito del diritto di essere presente nelle liste, la sua campagna diventa una prova della lealtà ai suoi principi. Abbiamo superato questa prova. Non abbiamo abbandonato la Russia, non ci siamo arresi, siamo rimasti con i nostri cittadini nel Paese, condividendo tutti i rischi. Nella Russia di oggi, questa è l’unica forma possibile e onesta di campagna politica. E non è stata una campagna solo di Jabloko, ma di decine di migliaia di attivisti in tutto il Paese. Milioni di persone li hanno sostenuti. Secondo i sondaggi, avremmo ottenuto il secondo posto e circa il 24% dei voti. Agiamo in un clima in cui anche solo esprimersi per la pace può portare a pene di durata incredibile. I membri del nostro partito subiscono perquisizioni, arresti e pressioni sui propri cari. Otto miei compagni sono in prigione. Nei 33 anni di attività del partito, sei membri sono stati uccisi. E il fatto che tanti giovani si stiano unendo a noi in queste circostanze è il fenomeno più potente e stimolante.
Perché i giovani vi hanno seguito?
Perché vogliono vivere, non morire. Perché hanno un’acuta capacità di riconoscere la menzogna e cercano solide base morali nella vita. Vedono che non barattiamo i nostri principi né cerchiamo di manipolarli spingendoli in piazza a finire sotto i manganelli o a subire persecuzioni legali. Ci vedono come un di riferimento per difendere il futuro, uno spazio per la vita. Questi giovani sono la prova definitiva che la Russia ha un futuro umano ed europeo, un futuro che non può essere cancellato da alcun divieto, né abolito escludendo Jabloko dalle elezioni.
Come giudicate i risultati elettorali?
Secondo la Commissione elettorale, Russia Unita ha la maggioranza costituzionale. Ma è importante capire che il partito al potere non è Russia Unita, bensì tutti i dieci partiti presenti sulla scheda elettorale. La Duma sosterrà al 100% Putin. Non ci sarà alternativa. Ma dove Jabloko è rimasto in lizza, nella regione di Novgorod, ha superato agevolmente la soglia di sbarramento. Nei collegi uninominali di tutto il Paese, i nostri candidati hanno ottenuto cinque secondi posti e sette terzi posti, con undici candidati che hanno ricevuto più del 10% dei voti. Date le circostanze, questo è un risultato straordinario in cui ogni punto percentuale rappresenta un enorme rischio personale e un grande coraggio. Abbiamo offerto la possibilità di non diventare complici della violenza e di aderire ai valori cristiani. Migliaia di osservatori di Jabloko in tutto il Paese hanno difeso questa scelta nei seggi fino all'ultimo minuto, nonostante le pressioni della polizia, dimostrando che il nostro processo ha funzionato. Abbiamo preservato la struttura politica, salvato vite umane e dimostrato chiaramente che la richiesta di pace e libertà nella società russa si esprime in milioni di voti. Questa è la base su cui continueremo a lavorare per un futuro di pace, per la costruzione di una Russia pacifica, europea e umana.
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