Dai dazi all'IA: ecco i dossier che infiammeranno la missione di Xi Jinping a Washington

Il presidente cinese arriverà mercoledì, il giorno dopo la visita entrerà nel vivo. Gli Usa propongono "un meccanismo di notifica per gli incidenti" di intelligenza artificiale sulla sicurezza nazionale
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September 21, 2026
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump viene accolto dal presidente cinese Xi Jinping nella Grande Sala del Popolo a Pechino lo scorso 14 maggio 2026
Quattro mesi fa l'incontro a Pechino tra Donald Trump e Xi Jinping / Afp
Per ora è il rammarico più grande espresso dal presidente Usa Donald Trump: niente sala da ballo nella quale «festeggiare» il collega cinese Xi Jinping. In compenso, è stato predisposto un eliporto sul prato sud della Casa Bianca in vista dell'arrivo dell’ospite d’onore. Il programma della visita a Washington del presidente cinese è serrato: Xi arriverà mercoledì presso la Joint Base Andrews, il giorno dopo ci sarà la cerimonia di benvenuto alla Casa Bianca e poi, finalmente, i due leader mondiali potranno entrare nel merito dei tanti (e tutti caldissimi) dossier aperti.
Che visita sarà? Quale dei due leader arriva a sedersi al tavolo delle trattative in una posizione di forza? Come scrive la Reuters, nei quattro mesi trascorsi dal loro ultimo incontro, Xi Jinping ha incassato «un'impennata degli scambi commerciali della Cina con il resto del mondo, mentre Donald Trump sta lottando con un calo dei consensi in patria». Non solo: incapace di spingere alla pace Russia e Ucraina (come aveva promesso in campagna elettorale), impelagato nella guerra con l’Iran (della quale non si intravvede una possibile fine), incalzato dall’aumento dei prezzi energetici, il presidente Usa appare ripiegato in una condizione di debolezza. «Sebbene possano emergere questioni spinose come quella di Taiwan – scrive ancora la Reuters –, il punto focale dell'incontro del 24 settembre è se i leader segnaleranno un'estensione della tregua commerciale stipulata lo scorso anno, che ha scongiurato un grave shock per l'economia globale».
Gli analisti hanno registrato questa «inversione», in primo luogo a livello retorico. Del battagliero Trump – che quando si candidò per la prima volta alla Casa Bianca definì la Cina una minaccia per l'economia statunitense, affermando che aveva distrutto le fabbriche americane ed eroso la classe media – è rimasto poco o nulla. Il tycoon non ha lesinato apprezzamenti verso il collega: «È un vero gentiluomo; andiamo molto d'accordo», ha detto Trump questo mese. «Abbiamo un ottimo rapporto commerciale e, sapete, sono dei concorrenti e tutto il resto, ma abbiamo un ottimo rapporto con il presidente Xi».
Netto il giudizio di Michael Kovrig, consulente senior dell'International Crisis Group: «Trump ha cambiato radicalmente il suo approccio nei confronti della Cina perché il suo tentativo iniziale di utilizzare dazi elevatissimi e restrizioni alle esportazioni non ha avuto successo. Xi e Trump si sono scontrati in una gara di potere, e Xi ne è uscito vincitore».
Tra i temi che hanno fatto irruzione prepotentemente nell’agenda dei lavori c’è l’IA. Non a caso il dossier è stato al centro degli incontri preparatori che hanno impegnato, a New York, il segretario del Tesoro statunitense Scott Bessent e il vice primo ministro cinese He Lifeng.
Come riportato dall’AP, Bessent ha fatto sapere di aver proposto un nuovo «meccanismo di notifica» per gli "incidenti" di intelligenza artificiale che potrebbero avere ripercussioni sulla sicurezza nazionale. «Vogliamo una visione condivisa di obiettivi e minacce comuni. Riteniamo che, come per qualsiasi attività transfrontaliera, sia fondamentale passare dall'opacità a una maggiore trasparenza tra la prima e la seconda potenza mondiale nel campo dell'intelligenza artificiale», ha rilanciato.
A leggere un articolo del giornale ufficiale dell'Esercito Popolare di Liberazione cinese (PLA) – che ha esortato i ricercatori ad accelerare il trasferimento dei robot all'avanguardia dai laboratori ai campi di addestramento militari – non sembra che la Cina sia disposta, al momento, a "rallentare".

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