In Germania è tracollo per la Cdu di Merz. Il cancelliere riconosce «il disastro» ma vuole resistere

di Vincenzo Savignano, Berlino
Trionfo per le formazioni estreme: vince ancora Afd in Meclemburgo Pomerania, successo per la Linke a Berlino. Per i cristiano democratici è il peggior tonfo di sempre: fuori dal parlamento regionale di Schwerin. Il capo del governo tedesco prende tempo, in attesa della resa dei conti
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September 21, 2026
In Germania è tracollo per la Cdu di Merz. Il cancelliere riconosce «il disastro» ma vuole resistere
Il cancelliere Friedrich Merz dopo la sconfitta di domenica / Epa
Germania sempre più estremista e polarizzata Le elezioni di ieri nel land del Meclemburgo Pomerania e a Berlino confermano un nuovo trionfo della destra ultranazionalista AfD. Nella regione orientale che si affaccia sul mar Baltico e confina con la Polonia Alternative für Deutschland ha ottenuto ancora un incredibile ma vero 38,2%. Va registrato anche il successo, inedito, della sinistra radicale, Die Linke (21%), nella capitale Berlino. Ma il voto di ieri è già passato alla storia come la più grande sconfitta elettorale della Cdu, da quando è stata fondata, anche dagli stessi cristiano democratici, la Repubblica federale tedesca.
Il discorso di Merz subito dopo il voto
Poco dopo le prime proiezioni di voto esattamente alle ore 18 e 14 minuti il cancelliere Friedrich Merz nonché presidente della Cdu si è presentato davanti alle telecamere, alla Konrad Adenauer Haus, sede storica della Cdu. Dietro di lui la bandiera tedesca e quella europea: «Non possiamo nasconderci il risultato della Cdu in Meclemburgo Pomerania è un disastro». I primi exit poll davano la Cdu al 5,5%, un disastro appunto, un minimo storico impensabile. E Merz, probabilmente per mettere fine alle speculazioni, ha annunciato in diretta tv di non voler lasciare la guida del governo federale e tanto meno del partito. «Ringrazio i rappresentanti della Cdu nel land per aver portato avanti con dignità una campagna elettorale difficile, ci assumiamo e mi assumo le responsabilità, ma ora dobbiamo guardare avanti». Il cancelliere ha parlato delle riforme necessarie da introdurre nel Paese che richiedono «spina dorsale, fermezza e pazienza». Poi ha aggiunto probabilmente le parole più importanti. «Dimostrerò di possedere queste qualità, in qualità di presidente della Cdu e, soprattutto, di cancelliere del nostro Paese».
Per la Cdu la peggiore sconfitta nella sua storia
Merz ha parlato in totale 5 minuti, un monologo a cui non è seguita alcuna domanda dei giornalisti presenti. Forse i cinque minuti più difficili da quando guida il governo federale di Berlino, ma il fatto stesso che Merz abbia rilasciato una dichiarazione personale la sera delle elezioni regionali dimostra quanto sia forte la pressione interna nel suo partito e nel governo. Ma subito dopo la fine del suo discorso, quasi per uno scherzo del destino, i primi risultati ufficiali hanno registrato un calo ulteriore della Cdu in Meclemburgo Pomerania prima 5% e poi nella notte la sentenza definitiva: la Cdu è fuori dal landtag (dal parlamento regionale) di Schwerin, non ha superato lo sbarramento percentuale per ottenere seggi nel parlamento, 4,9%, il disastro elettorale ha superato ogni peggiore previsione e anche il commento, forse troppo affrettato, dello stesso Merz.
I risultati alle urne
In Meclemburgo Pomerania AfD ha di nuovo sbancato 38,2%, seguita dai socialdemocratici della Spd 35,5%, sinistra radicale della Linke 6,5%, Verdi 5,7%, fanalino di coda Cdu, 4,9%. Anche Bsw e liberali della Fdp fuori dal parlamento regionale.
A Berlino invece vittoria, anche qui una prima volta nella storia della Repubblica federale, della Linke, la sinistra radicale 25,7%, la capitale tedesca potrebbe avere la prima sindaca della Linke di origine turca la quarantacinquenne, Elif Eralp; Cdu 18,8%, ma ha perso il 9,5% dalle ultime elezioni; la destra ultranazionalista nella città degli artisti, degli intellettuali, degli studenti, degli alternativi è il terzo partito con il 16,3%; Verdi 14,3%; Spd 12,1. I populisti di sinistra del Bsw (4,7%) e liberali della Fdp (2,5%) fuori dal parlamento (Senat).
AfD celebra un nuovo trionfo
“Noi siamo il nuovo partito popolare in Germania, siamo al centro della popolazione tedesca. Abbiamo cancellato la Cdu dal suo ruolo. I cittadini ci votano e chiedono un forte e rapido cambiamento politico”. Questo il primo commento alle elezioni di ieri della leader di AfD, Alice Weidel che ora rivendica la possibilità di guidare governi anche di minoranza nei länder della Sassonia Anhalt e del Meclemburgo Pomerania. AfD ha conquistato e sta conquistando elettori promettendo la fine immediata delle guerre, in Ucraina e Medio Oriente, e il ripristino del gas russo, crede in un mondo privo di cambiamenti climatici e vuole ridare la Germania ai tedeschi espellendo centinaia di migliaia di stranieri.

Cosa succede adesso?
La strategia di Merz ora è prendere tempo. Da qui all'aprile 2027 non sono previste ulteriori elezioni regionali che possano scuotere ulteriormente il partito e l’esecutivo federale. Poi si voterà nel land del Nordreno Vestfalia, 20 milioni di abitanti, il land più popoloso e con più stranieri nella Repubblica federale.  Merz punta a notizie economiche più favorevoli, anche grazie agli effetti degli investimenti finanziati in deficit tramite il fondo speciale, in particolare nel settore difesa e sicurezza. «Nel 2026 avremo una crescita dell'1,3%», ha affermato nel corso del suo ultimo comizio a Berlino, sostenendo che la Germania fosse ormai «uscita dalla crisi economica». Di norma, l'Ufficio federale di statistica elabora a metà gennaio le stime sul prodotto interno lordo per l'intero anno. Merz spera dunque che, a partire dal 2027, i dati siano dati positivi.  Oggi si riunisce la direzione federale della Cdu e domani è prevista la riunione del gruppo parlamentare al Bundestag: in entrambe le sedi, il clima sarà pessimo.
 

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