Mi manda Mamdani: chi è Elif Eralp, la donna che ha trionfato a Berlino
di Vincenzo Savignano, Berlino
La candidata di punta della Linke è figlia di immigrati turchi: ha sedotto i cittadini della capitale ispirandosi al sindaco di New York (da cui avrebbe ricevuto diversi consigli). Ha promesso pasti a tre euro, socializzazione del patrimonio immobiliare, tetto degli affitti. Ora dovrà formare una coalizione convincendo i Verdi e la Spd

Berlino sta alla Germania come New York sta agli Stati Uniti. Nella capitale tedesca spesso si sentiva questa frase, soprattutto nei primi anni 2000. Un paragone per descrivere la capitale tedesca, città diversa rispetto a tutte le altre grandi metropoli e centri abitati della Germania. Una diversità causata dalla sua storia e dalla sua posizione geografica. Una diversità confermata dalla sua popolazione: tanti stranieri, tanti artisti, tanti intellettuali e anche molti politici. Centro multiculturale ma anche istituzionale, è Berlino in Germania, come New York negli Usa. E ora Berlino potrà avere una sindaca di sinistra, ma di sinistra vera, radicale, "comunista“, direbbe il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha definito con questo termine il sindaco di New York, Zohran Mamdani. Il primo cittadino della Grande Mela sembra abbia dato numerosi consigli ad Elif Eralp, che a 45 anni potrebbe diventare la prima sindaca di Berlino proveniente dalla sinistra radicale, Die Linke. Nata in Germania, a Monaco di Baviera, figlia di immigrati turchi, fuggiti dalla Turchia in quanto socialisti e sindacalisti, Elif Eralp ha ereditato da loro la passione per la politica, per le lotte sindacali: fin da bambina partecipava spesso a manifestazioni. Poi ha studiato legge e invece di diventare avvocato si è dedicata completamente alla politica nella sinistra radicale tedesca, che a Berlino ha la sua roccaforte storica.
Pasti a tre euro e tetto agli affitti
Eralp, nel corso della sua campagna elettorale, ha dato da mangiare a centinaia di persone. Ogni giorno arrivava con i suoi compagni di partito in un cortile o nei pressi di case popolari a Kreuzberg, Friedrichshain o altri quartieri di studenti, artisti, stranieri e poveri di Berlino. Allestivano una bancarella di legno con tenda da sole e la trasformavano in una mensa di quartiere. La candidata di punta della Linke, Elif Eralp, stava dietro al bancone con mestolo e ciotole di plastica e distribuiva cibo a chiunque si avvicinava: purè di patate, verdure al forno, panini e una banana, tutto per tre euro. «È quello che vogliamo introdurre in tutta Berlino quando sarò sindaca, pasti per tutti a tre euro», esclamava quando si avvicinavano giornalisti e telecamere, con indosso un grembiule rosso con lo slogan "Eat the rich". La quarantacinquenne ha anche puntato tutto sul tema della casa durante la campagna elettorale, riuscendo evidentemente a convincere molti cittadini berlinesi. Eralp ama portare al collo il suo principale cavallo di battaglia: una collana d'oro con la scritta "Mietendeckel" (tetto agli affitti). È una misura che è stata utilizzata in passato a Berlino, al livello federale esiste la Mietpreisbremse, una sorta di freno al caro-affitti che ogni amministrazione può introdurre, ma in alcune città la richiesta delle case è talmente alta rispetto all’offerta che calmierare gli affitti è praticamente impossibile.
Eralp, nel corso della sua campagna elettorale, ha dato da mangiare a centinaia di persone. Ogni giorno arrivava con i suoi compagni di partito in un cortile o nei pressi di case popolari a Kreuzberg, Friedrichshain o altri quartieri di studenti, artisti, stranieri e poveri di Berlino. Allestivano una bancarella di legno con tenda da sole e la trasformavano in una mensa di quartiere. La candidata di punta della Linke, Elif Eralp, stava dietro al bancone con mestolo e ciotole di plastica e distribuiva cibo a chiunque si avvicinava: purè di patate, verdure al forno, panini e una banana, tutto per tre euro. «È quello che vogliamo introdurre in tutta Berlino quando sarò sindaca, pasti per tutti a tre euro», esclamava quando si avvicinavano giornalisti e telecamere, con indosso un grembiule rosso con lo slogan "Eat the rich". La quarantacinquenne ha anche puntato tutto sul tema della casa durante la campagna elettorale, riuscendo evidentemente a convincere molti cittadini berlinesi. Eralp ama portare al collo il suo principale cavallo di battaglia: una collana d'oro con la scritta "Mietendeckel" (tetto agli affitti). È una misura che è stata utilizzata in passato a Berlino, al livello federale esiste la Mietpreisbremse, una sorta di freno al caro-affitti che ogni amministrazione può introdurre, ma in alcune città la richiesta delle case è talmente alta rispetto all’offerta che calmierare gli affitti è praticamente impossibile.
Esproprio degli immobili dei colossi del "real estate"
Eralp ha avuto un’altra idea: “socializzare”, “mettere in comune”, trasformare in case popolari i grandi patrimoni immobiliari privati che a Berlino appartengono a grandi fondazioni, partiti, banche, ma anche gruppi che fanno riferimento alla Russia, Qatar, Turchia. La strategia immobiliare di Eralp ricorda molto quella del sindaco newyorkese Mamdani che vuole espropriare i grandi gruppi immobiliari. La quarantacinquenne turco-tedesca ha promesso, in caso di vittoria, che attuerà il referendum del 2021, quando il 57,6% dei votanti berlinesi si schierò per la "socializzazione“ dei colossi del real estate. Per esempio vorrebbe socializzare Vonovia, che possiede 130.000 abitazioni nella capitale ed è quotata alla Borsa di Francoforte, e vale oltre 1 miliardo di euro. Eralp anche ieri ha ribadito che a Berlino fermerà «le speculazioni immobiliari di Vonovia ma anche di altre grandi aziende». Ma per farlo, per diventare la prima sindaca della sinistra radicale nella capitale Berlino, dalla caduta del Muro, dovrà formare una coalizione di governo credibile e stabile. I Verdi hanno già dato la disponibilità a colloqui esplorativi, i socialdemocratici sono meno convinti, ma si siederanno al tavolo delle trattative, anche perché a Berlino la Spd ha già governato con la Linke.
Eralp ha avuto un’altra idea: “socializzare”, “mettere in comune”, trasformare in case popolari i grandi patrimoni immobiliari privati che a Berlino appartengono a grandi fondazioni, partiti, banche, ma anche gruppi che fanno riferimento alla Russia, Qatar, Turchia. La strategia immobiliare di Eralp ricorda molto quella del sindaco newyorkese Mamdani che vuole espropriare i grandi gruppi immobiliari. La quarantacinquenne turco-tedesca ha promesso, in caso di vittoria, che attuerà il referendum del 2021, quando il 57,6% dei votanti berlinesi si schierò per la "socializzazione“ dei colossi del real estate. Per esempio vorrebbe socializzare Vonovia, che possiede 130.000 abitazioni nella capitale ed è quotata alla Borsa di Francoforte, e vale oltre 1 miliardo di euro. Eralp anche ieri ha ribadito che a Berlino fermerà «le speculazioni immobiliari di Vonovia ma anche di altre grandi aziende». Ma per farlo, per diventare la prima sindaca della sinistra radicale nella capitale Berlino, dalla caduta del Muro, dovrà formare una coalizione di governo credibile e stabile. I Verdi hanno già dato la disponibilità a colloqui esplorativi, i socialdemocratici sono meno convinti, ma si siederanno al tavolo delle trattative, anche perché a Berlino la Spd ha già governato con la Linke.
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