Leone XIV a Parigi, non una rivincita della storia

Sabato oltre 600mila fedeli si riuniranno nel luogo simbolo della Rivoluzione francese per la Messa celebrata da Prevost. Una visita che guarda al risveglio della fede, soprattutto fra i giovani
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September 25, 2026
Leone XIV a Parigi, non una rivincita della storia
Si preparano le infrastrutture per la Messa che sarà celebrata da Papa Leone a Place de la Concorde, a Parigi, tappa del viaggio apostolico di quattro giorni in Francia/ Reuters
Narrano le cronache che una grande folla, oltre centomila parigini, assistette all’esecuzione di re Luigi XVI in Place de la Révolution , nel 1793. Tra grida di esultanza o di orrore, un migliaio di teste rotolarono in quei mesi ai piedi della ghigliottina; la regina Maria Antonietta mantenne la postura regale fino all’ultimo istante, scusandosi con il boia perché, inavvertitamente, aveva pestato il suo piede mentre era condotta al patibolo. Adesso quella piazza si chiama Place de la Concorde , e nel punto dove era collocata la ghigliottina, oggi è stato eretto un grande altare dove Leone XIV sabato celebrerà la messa davanti ad una folla di oltre 600mila fedeli. Notizia che avrebbe fatto impallidire il Voltaire dello “schiacciare l’infame”, cioè la Chiesa, e con lui tutta quella schiera di filosofi illuministi che considerava la religione un residuo del passato, reperto antropologico di un’età minore della storia umana.
Nessun Papa aveva mai celebrato la messa in questa piazza, la più grande di Parigi, la seconda più grande di tutta la Francia, la più popolata dai fantasmi della storia. Giovanni Paolo II visitò due volte la Ville Lumiére , nel 1980 e nel 1997, celebrò la messa sul sagrato della basilica di Notre Dame, nell’ippodromo di Longchamp e all’aeroporto Le Bourget. Mai in una piazza “civile” nel centro della città. Benedetto XVI, diretto a Lourdes, nel 2008, nella capitale francese presiedette solo una recita dei vespri, a Notre Dame. Francesco è stato tre volte in Francia (a Strasburgo, Marsiglia e Ajaccio) ma senza mai passare per Parigi.
La celebrazione a Piazza della Concordia è quindi un unicum storico. E le immagini della marea umana che inonderà gli Champs Elysees , ritrasmesse dalle tv di mezzo mondo, spingeranno i commentatori a sottolineare i significati simbolici dell’evento: ecco, il capo terreno di quel cattolicesimo deriso dai rivoluzionari giacobini e tenuto a distanza dai campioni della laicité , nel 2026 conquista il cuore di Parigi. Suggestioni inevitabili eppure fuorvianti se volessero ingabbiare la visita del Papa in un’ideologia revanscista, anacronistica e fuori luogo. Leone non vola in Francia da trionfatore, a vendicare la storia, nessuna nostalgia per i tempi dell’alleanza fra trono e altare. Il 267° successore di Pietro va a confermare, e se possibile rivitalizzare, la fede dei fedeli; una minoranza, nonostante tutto, i cittadini francesi che vanno in chiesa.
Una società che resta ampiamente secolarizzata eppure con dei significativi segni di risveglio, specie fra i più giovani. Realtà che il Papa cercherà di cogliere e valorizzare: nella veglia di venerdì sera allo Stade de France (attesi 80mila giovani) e poi, in modo più specifico, nell’incontro con i “catecumeni e neofiti”, sabato mattina, presso l’Istituto cattolico di Parigi. Dati sorprendenti: 21.386 nuovi battezzati totali (tra adulti e adolescenti) nella sola veglia pasquale del 2026, un incremento di circa il 20% rispetto all’anno precedente. Una “sete di senso” che mette a nudo le parole vuote della politica, le isterie di una polarizzazione esasperata, e provoca anche la Chiesa ad una maggiore verità.

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