Tappeto rosso, colpi di cannone, inni e bombardieri: lo sfarzoso tributo di Trump a Xi

Il presidente cinese è arrivato a Washington. Il vertice tra i leader delle due potenze mondiali entra finalmente nel vivo
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September 24, 2026
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump reagisce al passaggio di un bombardiere B-1 durante gli inni nazionali, mentre accoglie il presidente cinese Xi Jinping al suo arrivo alla Joint Base Andrews
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump reagisce al passaggio di un bombardiere B-1 durante gli inni nazionali, mentre accoglie il presidente cinese Xi Jinping al suo arrivo alla Joint Base Andrews/ ANSA
Un tappeto rosso lungo 30 metri. La guardia d'onore. Ventuno colpi di cannone. Omaggi floreali affidati a dei bambini. Inni nazionali e persino il sorvolo di due bombardieri B-1. L’insolita presenza di Donald Trump e la first lady Melania direttamente ai piedi della scaletta dell’aereo alla Joint Base Andrews, appena fuori Washington. Non si può dire che il presidente Usa abbia lesinato attenzioni “coreografiche” per l’arrivo del presidente cinese Xi Jinping, accompagnato, per la due giorni a Washington, dalla moglie Peng Liyuan. Una grandeur subito “corrisposta” dal sempre compassato leader cinese che non ha risparmiato attestazioni di amicizia verso gli Usa. “La Cina e gli Stati Uniti sono entrambi grandi Paesi e i due popoli sono entrambi grandi popoli”, ha affermato Xi, secondo quanto riportato dalla Xinhua. “Partner, non rivali”, è stata la formula impiegata da Xi che ha ricordato come, nella precedente visita in Cina a maggio, i due leader avessero “concordato di costruire una relazione costruttiva tra Cina e Stati Uniti basata sulla stabilità strategica”.
Il presidente cinese Xi Jinping stringe la mano al presidente statunitense Donald Trump, sotto lo sguardo delle rispettive mogli Melania Trump e Peng Liyuan, al loro arrivo alla Joint Base Andrews/ Ansa
Il presidente cinese Xi Jinping stringe la mano al presidente statunitense Donald Trump, sotto lo sguardo delle rispettive mogli Melania Trump e Peng Liyuan, al loro arrivo alla Joint Base Andrews/ Ansa
Per ora un primo risultato della pomposa visita di Xi sembra essere stato raccolto. Come annunciato dal segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent la tregua commerciale tra i due giganti è stata estesa fino a gennaio. "Non so se si possa raggiungere un accordo più ampio. Non so se ci limiteremo a rinnovare l'accordo attuale", ha dichiarato Bessent in un'intervista rilasciata a Fox News Channel.
Rispetto al passato, i rapporti di forza non sono più così sbilanciati a favore degli Stati Uniti. Come scrive l’AP, Pechino “ha acquisito le capacità per tenere. Ciò è stato evidente l'anno scorso, quando la Cina ha eguagliato le tariffe del 125% imposte dal presidente Donald Trump, congelando di fatto gli scambi commerciali e sfruttando il suo quasi monopolio nella lavorazione di minerali critici – cruciali per prodotti che vanno dagli smartphone agli aerei da combattimento – per costringere gli Stati Uniti a cedere”. In particolare la Cina ha dimostrato la forza della sua influenza sulle terre rare con una serie di controlli sulle esportazioni emessi nel 2025, poi sospesi. “Il controllo dell'offerta consente a un governo di rallentare la crescita di un concorrente, o addirittura di arrestarla”.
La First Lady statunitense Melania Trump, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping durante la cerimonia di arrivo alla Joint Base Andrews/ Ansa
La First Lady statunitense Melania Trump, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping durante la cerimonia di arrivo alla Joint Base Andrews/ Ansa
"In passato, la Cina era svantaggiata in termini di forza e non era alla pari con gli Stati Uniti. Ma ora è considerata quasi alla pari", ha affermato Sun Yun, direttore del programma Cina presso lo Stimson Center, un think tank con sede a Washington. La Cina ha dimostrato la forza della sua influenza sulle terre rare con una serie di controlli sulle esportazioni emessi nel 2025, poi sospesi. “Il controllo dell'offerta consente a un governo di rallentare la crescita di un concorrente, o addirittura di arrestarla”, ha chiosato Asia Times.
Il dilemma che interroga gli analisti è questo: come l’instabile equilibrio tra le due potenze si proietterà sugli altri dossier caldi che Trump e Xi saranno chiamati ad affrontare? Da Taiwan alla partita sull’intelligenza artificiale. Prevarrà la logica americana del “tutto e subito” o "il paziente accumulo di spazio strategico" cinese?

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