Medici da tutto il mondo: perché la Ginecologia del “Gemelli” fa scuola
“Newsweek” incorona il reparto del Policlinico legato all’Università Cattolica come una delle eccellenze su scala internazionale: è il riconoscimento di un primato scientifico (e umano)

Fanno ricerca, si prendono cura del paziente in ogni fase del percorso terapeutico e puntano molto sulla formazione di alto livello. Nonostante le difficoltà del Servizio sanitario nazionale, il Policlinico Gemelli di Roma – nella nuova edizione di World’s Best Specialized Hospitals – conferma la presenza in tutte le 13 discipline valutate a livello internazionale. Ostetricia e Ginecologia si attesta ancora al terzo posto assoluto nel mondo e al primo in Italia, insieme a Gastroenterologia, Endocrinologia e Pneumologia. «Siamo una squadra, lavoriamo nelle varie sotto specialità della ginecologia tutti insieme – spiega Anna Fagotti, direttrice di Ginecologia oncologica –. La paziente è seguita a 360 gradi dalla diagnosi al trattamento chirurgico al follow up in modo multidisciplinare. Uno dei nostri motti è l’efficienza: ci mettiamo nei panni del paziente, perché quando viene da noi ha un quesito e noi dobbiamo risolverlo nel miglior modo e nel minor tempo possibile».
Le difficoltà, come in tutti i nosocomi italiani, sono all’ordine del giorno. Eppure, alla fine qui si trova sempre il modo di superarle. «A fare la differenza – dice Fagotti – è la nostra capacità di riadattarci continuamente: di fronte alle esigenze sempre maggiori che il nostro Ssn ci pone davanti, come le classi di attesa, piuttosto che il numero di operatori per intervento, o l’appropriatezza, noi ne parliamo, affrontiamo il problema e cerchiamo di trovare una soluzione. Possiamo riadattare la nostra organizzazione in funzione delle richieste fatte, e questo è un grandissimo valore aggiunto». L’impegno tra le corsie e nei laboratori è ormai noto ovunque. «Facciamo ricerca in tutti i settori della ginecologia e questo ci permette di essere al top dei trattamenti che possiamo offrire. Il paziente che si rivolge a noi sa che può avere l’ultimo trial disponibile su una malattia specifica, in termini di terapia medica, di chirurgia e radioterapia. Al Gemelli possiamo rispondere a molteplici esigenze perché abbiamo un portfolio di opzioni terapeutiche che molti altri ospedali non hanno».
L’alta qualità delle cure non sarebbe possibile senza una formazione di alto livello: «Abbiamo una scuola, fondata dal professore Scambia, che con orgoglio portiamo avanti. È incentrata su un progetto educativo di altissimo profilo. Tantissime persone, specialisti in ginecologia e ostetricia, vengono da noi per affinare alcuni aspetti specifici, come la menopausa, la chirurgia robotica, la chemioterapia in un settore particolare. Si è creato così un enorme network, con colleghi nazionali e internazionali, a scopo educativo». Non solo. «Abbiamo sviluppato una diagnostica di secondo livello di altissimo profilo: vengono da tutto il mondo per imparare da noi, oppure mandano pazienti per una second opinion. La nostra scuola chirurgica è nota in tutto il mondo. Riceviamo pazienti che sanno che solo qui possono fare certi tipi di interventi, non solo per una disponibilità di strumentario all’avanguardia, per i trial di farmaci super innovativi, ma per la possibilità di avere un team multidisciplinare che si occupa di tutti gli aspetti della malattia».
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