"Bambino Gesù", eccellenza in Pediatria. «Qui c'è comunità e senso di appartenenza»
La pediatra Celesti commenta il quarto posto al mondo riconosciuto all'ospedale del Papa dalla rivista "Newsweek": «Ogni obiettivo raggiunto è un punto di ripartenza, si lavora sempre per migliorare la qualità. Tutti insieme»

«Sono risultati che si raggiungono solo con il lavoro di squadra di tutte le componenti di una struttura così complessa». Lucia Celesti, responsabile dell’Unità operativa complessa Accoglienza dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, commenta il riconoscimento della rivista statunitense Newsweek, che ha posto l’ospedale del Papa al quarto posto al mondo (e primo in Europa) tra 250 strutture specializzate in Pediatria. Un ospedale – dove lavorano quasi 3.500 dipendenti, di cui circa 2.300 donne – che nel 2023 ha registrato 95mila accessi al Pronto soccorso, quasi 30mila ricoveri, 33mila procedure chirurgiche e 2 milioni 710mila prestazioni ambulatoriali.
Come si raggiunge questa eccellenza?
Sostanzialmente con il lavoro di tutti. L’ospedale è fatto di tante componenti: medici, infermieri, professioni sociosanitarie, personale amministrativo, tecnici. L’unico modo per raggiungere obiettivi di alto livello in una struttura che registra numeri imponenti di prestazioni sanitarie è saper lavorare insieme: essere una comunità in cui sono fondamentali il senso di appartenenza, il gioco di squadra, la motivazione nel lavoro.
Come si mantiene, visto che la classifica è migliorata?
Nessuno di noi pensa che un obiettivo raggiunto sia un punto di arrivo, ma solo di ripartenza. Ogni anno abbiamo una “giornata della qualità”, in cui vengono presentati progetti di miglioramento da parte di tutto il personale e vengono premiati i più importanti. Il miglioramento della qualità è un processo continuo, mettendo sempre il bambino e la sua famiglia al centro.
Siete premiati per oncologia, neonatologia e attenzione ai pazienti. Perché?
Nell’oncologia pediatrica sono stati raggiunti risultati straordinari, per esempio grazie alle terapie con le cellule Car-T: quando nel 1984 entrai al Bambino Gesù, specializzanda in Pediatria, le guarigioni di bambini con tumore erano inferiori al 15%, ora superano l’85%. In Neonatologia riceviamo bimbi piccolissimi, di pochi etti, e siamo riferimento delle strutture italiane per interventi in chirurgia neonatale e fetale. Da due anni Newsweek ha focalizzato l’attenzione sull’ascolto di bambini e famiglie, un’attività in cui lavoriamo tanto da almeno vent’anni, ricordando che molti nostri pazienti vengono da ogni angolo del mondo, specie da zone povere. Mi fa piacere che sia stata premiata.
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