«La luce di Carlo mi ha cambiato la vita»
di Patrizia Ciaburro
Un incontro decisivo con Carlo Casini: è l’inizio di una nuova pagina di impegno personale per far fiorire ovunque la proposta del Movimento per la Vita

Pubblichiamo la testimonianza di Patrizia Ciaburro sul convegno che si è svolto il 12 dicembre 2025 a Pescara per ricordare la figura di Carlo Casini, convegno del quale è stata relatrice
Entro nella Sala Petruzzi tutta addobbata di stelle di Natale. La sala, in breve, si riempie di gente. 200 posti a sedere... non ci posso credere. Non lo speravamo. Il Movimento per la Vita di Pescara e il Centro di Aiuto alla Vita, ancora una volta insieme, per omaggiare il fondatore Carlo Casini. Non ho preparato niente di scritto. Parlerò a braccio come sempre. L’onorevole Luisa Santolini, i coniugi Friso e Marco Caponi sono già sul palco. Intanto scorrono le immagini di Carlo.
Noi relatori dobbiamo narrare la nostra esperienza vissuta con lui. Non è facile per me: l’ho conosciuto fisicamente alla fine degli anni ’70, io consigliere comunale di una città di provincia, lui onorevole del Parlamento italiano. Eravamo nel Teatro Verdi di Firenze, dove veniva presentato il Movimento per la Vita italiano. Presenti il primo presidente, avvocato Francesco Migliori di Milano, l’onorevole Vittoria Quarenghi, l’onorevole Rosa Russo Iervolino e altri che vivevano il proprio impegno in questo nuovo soggetto politico-sociale.
Alla fine parla Carlo Casini. Sono presente sia come consigliera comunale sia come presidente diocesana di Azione Cattolica. La figura di Carlo e le sue parole sulla vita nascente e sullo scopo del nascente Movimento per La Vita italiano (difendere la vita dal concepimento alla morte naturale) mi fanno fare una revisione velocissima sulla mia vita. Come se Carlo avesse passato un colpo di spugna su tutto ciò che facevo: niente mi sembra più necessario.
È come se un fascio di luce lo avesse illuminato. Decido di cambiare la mia vita e di iniziare a camminare sulla sua scia. Mi incarica, dopo poco, di coordinare l’Abruzzo e far arrivare la sua voce dove possibile. Carlo mi inserisce nel direttivo nazionale e comincia a visitare le nostre sedi, copriamo tutte le province: Pescara, Chieti, Teramo, L’Aquila. Ogni sua presenza è accompagnata dalla nascita di una nuova sede.
Lo strumento eccezionale per raggiungere i giovani Carlo lo ha individuato in un Concorso europeo per avvicinare gli studenti del terzo, quarto e quinto anno delle Superiori. Attraverso gli sforzi di Carlo partirà tra poco la trentanovesima edizione che, quest’anno fa riferimento all’Europa. L’Abruzzo è stato quasi sempre la regione con il più alto numero di elaborati inviati al Nazionale.
Nel contempo nasce il gruppo Giovani con Tony Persico, Giovanna Sedda, Chiara Marchegiani, Greta Gregoratti, Giuseppe Grande, Leo Pergamo. Oggi tutti adulti, padri e madri, professionisti, docenti.
Carlo, al Parlamento europeo, divulga gli scopi e le attività (in 600 località italiane il Movimento per la Vita e il Centro di Aiuto alla Vita sono realtà incastonate nel tessuto sociale per l’assistenza alla madre e al bambino). L’Europa ascolta e accetta la proposta di Carlo intorno al concetto che il bambino concepito è “One of us”. I 27 Paesi che costituiscono l’Europa sono con lui.
Altro grande segno lasciato da Carlo insieme al suo amico Barsi è stato quello di costruire una struttura a Salvador Bahia per salvare i bambini di strada spesso malmenati e uccisi. Una casa di accoglienza per la madre e il bambino sorge a Cuba dove si producono piccoli oggetti come collane, bracciali, anelli per il sostentamento delle ospiti.
Marito, padre, magistrato, politico, Carlo ha lasciato il suo segno ovunque, ma la presenza della moglie Maria e dei suoi figli è stata indiscutibilmente la base della sua vita e del suo operato. Per Carlo la Chiesa ha aperto un processo di canonizzazione. Aspetteremo con gioia il suo passaggio alla beatificazione. Nel frattempo tocca a noi proseguire la sua missione.
Patrizia Ciaburro è presidente del Centro di Aiuto alla Vita di Pescara
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