In Francia l’«aiuto a morire» è legge: come ci si è arrivati e perché il Paese s'è spaccato
Dopo tre anni di discussioni e sette votazioni tra deputati (sempre favorevoli) e senatori (sempre contrari) l’Assemblea nazionale ha approvato un nuovo “diritto”: quello al suicidio assistito e all’eutanasia

In Francia l’«aiuto a morire» è legge: con 291 voti a favore e 241 contrari e dopo tre anni di dibattiti, l’Assemblea nazionale ha approvato definitivamente il testo forse più contestato della presidenza Macron per la vasta opposizione nella società e nel Parlamento. Il voto finale è stato il quarto dei deputati, dal maggio 2025, con il Senato che per tre volte ha respinto la legge invitando nel suo ultimo pronunciamento a fermare un provvedimento che spacca il Parlamento. Il presidente Macron ne aveva però fatto una delle bandiere del suo secondo mandato, insieme alla libertà di abortire inserita nella Costituzione. Ora a diventare un diritto è la morte che può essere chiesta, e ottenuta con assistenza medica, da cittadini francesi maggiorenni, affetti da una patologia grave e incurabile o in fase terminale, che non risponda più alle terapie e generi una sofferenza ritenuta insopportabile (solo fisica: quella psicologica da sola non giustifica il ricorso al suicidio assistito, a differenza di ciò che prevede il disegno di legge in discussione al Senato italiano). La legge prevede anche l’eutanasia nel caso in cui il paziente non sia in grado di autosomministrarsi il farmaco letale e debba quindi affidarsi a medici e infermieri, ai quali è consentito di fare obiezione di coscienza salvo indicare al paziente un collega non obiettore.
Anni di mobilitazione delle associazioni impegnate per la difesa della dignità della vita, presenti davanti all'Assemblea nazionale con un presidio di testimonianza durante il voto, non sono stati sufficienti a fermare la corsa della legge ma hanno sollevato molti dubbi nell'opinione pubblica francese, nella quale le voci contrarie hanno trovato spazio e ascolto, anche grazie a una mobilitazione capillare, tenace e argomentata.

Alla vigilia del voto la Chiesa cattolica francese si era appellata ai parlamentari perché scegliessero il «sostegno alla vita con dignità, di tutte le vite e in tutte le loro fasi, fino alla fine, garantendo le cure palliative» prendendo piena consapevolezza che la loro scelta determinerà «in larga misura il modello futuro della nostra società». Soddisfatto il presidente della Repubblica Emmanuel Macron, accusato da molti parlamentari di aver voluto ottenere a ogni costo la legge da esibire come una sua conquista forzando la mano a un Parlamento palesemente spaccato. «La proposta di legge relativa al diritto all’aiuto a morire è adottata – ha scritto su X pochi minuti dopo –. Su questa questione tanto intima quanto grave, che tocca la vita, la sofferenza e la dignità, un solo metodo era possibile: prendersi il tempo dell’ascolto, del dialogo e del dibattito. Nel 2022, avevo preso l’impegno di aprire questa strada con i francesi. Con serietà, con umiltà e nel pieno rispetto della nostra democrazia, questo impegno è stato mantenuto».
Ma la tormentata storia della legge non finisce qui. Il presidente del Senato Gérard Larcher ha annunciato un ricorso al Consiglio costituzionale (l’equivalente della nostra Corte costituzionale). Una scelta fatta propria con una mossa del tutto a sorpresa proprio alla vigilia del voto anche dal primo ministro Sebastien Lecornu, deciso a chiedere al “tribunale delle leggi” francese la verifica che la legge rispetti la dignità umana. Sono previsti 15 giorni di tempo tra l’approvazione della legge e la sua promulgazione da parte dell’Eliseo per sollevare questioni di legittimità costituzionale.

Dopo Svizzera, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Spagna, Portogallo e Austria, la Francia è l’ottavo Paese europeo in cui il suicidio assistito è ammesso. In altri Paesi, come l’Inghilterra, la legge è stata discussa e respinta ma sta per tornare all’attenzione dei parlamentari. In Italia l’iter è incagliato al Senato per la distanza ancora incolmabile tra maggioranza e opposizione nel dare forma di legge alle indicazioni della Corte costizionale, mentre le Regioni stanno procedendo in ordine sparso per regolamentare la procedura di esecuzione della morte assistita.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Seguici anche su Google Discover di Avvenire 





