«Se Carlo Casini è santo, lo è un po’ tutto il popolo della vita»
Il primo, emozionato dialogo telefonico, la scoperta del Movimento per la Vita, la maturazione delle idee ascoltando le sue, l’ammirazione per lo stile umano e cristiano: il racconto di una testimone diretta della vita donata del Servo di Dio

Ho conosciuto Carlo Casini per la prima volta nel 1998 al telefono. Fu Sandro Fontana, suo collega di partito (prima nella Dc e poi nell’Udc), raffinato e grande politico e uomo, che avendo saputo della mia tesi sul concepito nell’ordinamento internazionale, subito mi indirizzò a Carlo, il maggiore esperto sul bambino concepito in Europa.
Lo chiamò subito, gli spiegò brevemente e poi me lo passò. Ero intimidita e un po’ in ansia di parlare con un personaggio così. Lui fu gentilissimo e disponibile. Mi diede una risposta concreta e pronta. Mi mandò all’Istituto di Bioetica dell’Università Cattolica di Roma, da sua figlia Marina, allora dottoranda di ricerca. Gentilissima e disponibile anche lei. Che belle persone, pensai. Fui grata.
Lo incontrai dal vivo, vari mesi dopo, durante una settimana di formazione a Vico Equense (Na), di cui avevo letto su Avvenire, mia fonte privilegiata per le notizie pro vita. Una meraviglia, quella settimana. Era il “Quarenghi estivo”, seminario formativo per i giovani del Movimento per la Vita italiano, di cui scoprii allora l’esistenza. Per me gli interventi giuridici di Carlo, e di altri, furono una ricchezza enorme. Trovai in questo Movimento per la Vita il mio posto.
I vari “atti eroici” di Carlo me li raccontava Giorgio Gibertini, all’epoca responsabile giovani della Lombardia e poi del MpV, che li conosceva perché spesso lo accompagnava e vedeva i sacrifici che faceva pur di portare il vangelo della vita. Parlava di Carlo con venerazione, grande stima, ammirazione e soprattutto grande affetto. Lo chiamava “il mio secondo padre”.
Negli anni ho avuto modo di conoscere Carlo sempre meglio. Negli anni della mia partecipazione ai Direttivi del MpV italiano la cosa che mi ha colpito di più è stato vedere come il Signore dava a Carlo Casini la forza di “amare il nemico” in maniera concreta, andando incontro a varie persone che lo attaccavano anche duramente, per preservare l’unità. Gli altri lo invitavano a rispondere a tono, a non dare possibilità, a combattere contro questi “nemici-amici”, ma Carlo ha fatto sempre una scelta diversa: porgere l’altra guancia. E i frutti si sono visti.
È stato grazie a “Uno di Noi” che ho potuto conoscere meglio Carlo, la sua umanità, capire alcune scelte fatte durante i direttivi. Un altro tesoro prezioso, per me, è stato vedere l’amore all’interno della famiglia Casini, tra la moglie Maria e Carlo, e con i figli. Che bella famiglia, unita. È stato senz’altro un dono.
Infine la testimonianza che mi ha commosso profondamente, è stato il suo percorso finale. «Mi sono tanto dedicato alla vita che nasce... – scriveva Carlo –, vorrei avere tempo per difendere anche quella che va verso il suo tramonto naturale». Così ha fatto. Carlo ha difeso nella sua persona, attraverso la malattia, la Sla, la vita al tramonto, «continuando la sua ultima battaglia per la dignità umana». Quella dignità che aveva sempre difeso pubblicamente ora la difendeva nel silenzio del suo letto.
Non sappiamo se Carlo, già Servo di Dio, verrà dichiarato Venerabile, Beato e infine Santo, ma la cosa importante è che ha dato la sua vita per la vita fino alla fine ed è espressione di un popolo che lo ha fatto con lui. Se Carlo è santo (e noi pensiamo di sì), in fondo lo siamo un po’ anche tutti noi, popolo della vita!
Oggi la battaglia epocale della “forza oscura” è quella contro la vita e la famiglia, quindi Carlo si è scelto la parte migliore: il Vangelo della Vita. E noi con lui.
Sorrido pensando a Giovanni Paolo II, Madre Teresa di Calcutta, Jerome Lejeune, don Oreste Benzi, Cristina Cella Mocellin, Giancarlo Bertolotti, Paolo VI, il cardinale Elio Sgreccia, Maria Cristina Ogier... insieme a Carlo. Tutti “santi per la vita” dei nostri tempi. Una buona parte erano amici e conoscenti di Carlo Casini. Un “popolo della vita” in Cielo che ci sostiene.
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