Fine vita, l'Emilia Romagna sarà la terza Regione con una legge
di è vita
Va all’esame dell’Aula il provedimento regionale che consentirà l’accesso alla procedura di morte medicalmente assistita ai pazienti che soddisfano alcuni requisiti. La maggioranza di centrosinistra accoglie alcuni emendamenti dell’opposizione

Il progetto di legge sul suicidio medicalmente assistito in Emilia-Romagna è pronto per approdare in aula per il voto finale. Il testo che sulla base delle sentenze in della Corte costituzionale in materia regola l'accesso alla procedura per i pazienti con malattie irreversibili e sofferenze intollerabili ha infatti ottenuto il parere favorevole della Commissione Sanità dell'Assemblea legislativa regionale. Ha votato a favore il centrosinistra, contrario in maniera compatta il centrodestra.
Nel corso dell'esame sono stati approvati tre emendamenti di Valentina Castaldini (Forza Italia), che pur restando contraria alla legge ha ottenuto modifiche sul percorso di valutazione dei pazienti: la Commissione di valutazione dovrà effettuare una prima visita nel luogo in cui si trova il paziente e le attività connesse al suicidio assistito potranno essere svolte solo da personale su base volontaria. «Voterò contro questo progetto di legge, ma ho presentato alcuni emendamenti che mettono al centro la dignità del paziente e del malato nell’ultima fase della vita», spiega Castaldini.
Approvato anche un emendamento di Elena Ugolini (Rete civica), già candidata governatrice per il centrodestra, che rende annuale, anziché biennale, la valutazione sull'applicazione della legge. Respinti gli emendamenti di Nicola Marcello (FdI), che chiedevano tra l'altro l'esplicitazione formale del rifiuto delle cure palliative da parte di chi accede alla procedura.
Per Paolo Trande, consigliere di Avs e relatore della legge, l’accoglimento degli emendamenti delle minoranze rientra nello spirito di ascolto seguito fin dall’inizio dei lavori: «L’importante è non intaccare il proposito di dare certezza ed equità al diritto all’autodeterminazione».
«La legge della Toscana, con le correzioni della Corte costituzionale, ha purtroppo aperto la strada alla legittimità delle leggi regionali – aggiunge Valentina Castaldini –. Voterò convintamente contro e rimango fermamente convita che debba essere lo Stato a mettere mano a un tema così sensibile». Nel merito, aggiunge la consigliera centrista, «ci sono questioni dirimenti che meritavano di essere guardate e su cui c’è stata una chiusura, ma che riproporrò in Aula. Due su tutte: la proposta di cure palliative al paziente fatta da un pallativista; la composizione della Commissione di valutazione che non può essere di nominati dalla politica, ma dove possano entrare per merito e per titoli le persone che ne fanno richiesta». Castaldini sottolinea di essere «riuscita a trovare una ampia convergenza su dei miei emendamenti che sono stati approvati: il personale sanitario e medico implicati nella prestazione di suicidio assistito non saranno obbligati a procedere ma possono essere coinvolti solo su base volontaria; la commissione di valutazione dovrà incontrare personalmente il paziente, non solo leggere delle carte, e potrà sentire anche familiari e amici indicati dal paziente».
Il voto finale è atteso nella settimana tra 19 e 26 luglio. Salvo colpi di scena, l’Emilia Romagna diventerà la terza Regione a dotarsi di una propria legge sul suicidio assistito dopo Toscana (febbraio 2025) e Sardegna (settembre 2025).
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