Il principe del Liechtenstein ferma la legge sull’aborto
Per la prima volta nel suo regno Alois, il reggente del piccolo Principato nel cuore della Svizzera, ha esercitato la prerogativa del monarca negando l'avallo alla legge approvata dal Parlamento nazionale. Con la moglie Sofia il suo impegno per la maternità

Il 20 ottobre il principe del Liechtestein, Luigi (Alois Philipp Maria), reggente dal 2004, ha esercitato per la prima volta nel suo regno il suo potere di veto contro la legge che avrebbe permesso l’aborto a richiesta, per qualsiasi motivo, nei primi tre mesi di vita del bambino. «Sono convinto – ha spiegato – che molte persone condividano l’obiettivo di fornire il miglior sostegno possibile alle donne che si trovano in situazioni difficili, tutelando al contempo la vita del nascituro». Per questo, si legge nel comunicato stampa della casa reale, che «dopo un’attenta valutazione, il principe rimane convinto che la riforma proposta non sia compatibile con la garanzia di un’adeguata tutela della vita del nascituro in quanto valore giuridico fondamentale. Il principe si asterrà pertanto dal conferire la propria approvazione al disegno di legge adottato dal Landtag il 2 settembre 2026». La legge approvata dal Parlamento del Principato con un solo voto di scarto (13 a 12) è stata fermata in nome della tutela del bambino e della donna.
Frutto di un’iniziativa popolare, spinta dal movimento pro aborto che fa parte della rete “My Voice My Choice”, la legge si è scontrata con le convinzioni del principe, fondate anche sull’esperienza personale. La principessa Sofia, moglie di Alois, è fondatrice della “Sophie von Liechtenstein Foundation”, organizzazione che offre consulenza, sostegno psicologico e aiuto economico alle donne incinte e alle famiglie. «Nessuna donna in gravidanza – si legge sul sito della Fondazione – dovrebbe essere costretta ad abortire né trovarsi in qualsiasi altra situazione difficile a causa di circostanze sfavorevoli. Sosterremo ogni donna incinta che si rivolgerà a noi, anche a lungo termine se necessario. Non la lasceremo sola».
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