Carlo, Matteo e lo “stampo” di Dio

di è vita
La suora che guidò la primaria del Conservatorio San Pier Martire di Firenze ricorda il servo di Dio Carlo Casini, che ne fu presidente, e una sua memorabile visita in una classe
February 10, 2026
Carlo, Matteo e lo “stampo” di Dio
Carlo Casini
Carlo Casini è stato per 40 anni (1978-2018) Presidente del Consiglio di Amministrazione del Conservatorio San Pier Martire in Firenze, scuola storica di Firenze con sede nell’antico complesso monumentale di San Pier Martire in Piazza San Felice, impegnata da secoli in collaborazione con le Suore Domenicane nell’istruzione e nella promozione della comunità fiorentina (www.conservatoriosanpiermartire.it) attraverso un’istruzione che integri principi civili e religiosi e il sostegno alle fasce più vulnerabili della popolazione attraverso attività di assistenza e solidarietà (due mini-appartamenti sono stati destinati alle “ragazze-madri”). Sono giunte al figlio di Carlo, Francesco, attuale presidente del Conservatorio, testimonianze sul padre. Pubblichiamo quella di suor Giuseppina Angotti, maestra e poi coordinatrice didattica della scuola primaria dal 1969 al 2020
Un ricordo particolarmente vivace di Carlo Casini è quello che conservo dell'anno scolastico 1982-1983, quando ero maestra della classe I. Come era sua consuetudine, Carlo veniva nelle classi della scuola primaria per portare agli alunni il suo augurio di buon anno scolastico. Entrava con il suo sorriso aperto, scambiava qualche parola con noi maestre e poi, uno per uno, chiedeva ai bambini il loro nome, con quell'attenzione sincera che li faceva sentire importanti. Quando arrivò il turno di Matteo Ceccarelli, il piccolo si alzò in piedi, tutto impettito, e con voce squillante dichiarò: «Io mi chiamo Matteo Ceccarelli, Dio mi fece e buttò via i modelli!». Mi imbarazzai immediatamente, sorpresa da quella frase così spavalda e inattesa. Ma Carlo, sorridendo dolcemente, disse: «Matteo ha ragione! Anche il Papa, Giovanni Paolo II, dice che ognuno di noi è irripetibile!». Un applauso sciolse ogni tensione. Con la sua naturalezza e il suo spirito accogliente, seppe trasformare quel momento in un episodio di gioia, restituendo alla classe un clima di serenità e simpatia. È un ricordo che custodisco ancora oggi con affetto: un piccolo episodio capace di raccontare, meglio di molte parole, la capacità di Carlo Casini di incontrare i bambini con autenticità e calore, e di porre al centro la Chiesa e i suoi valori come testimonianza ai più piccoli.

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