«Carlo Casini, il “giusto nel mondo” testimone della carità sociale»

di è vita
A Feltre premio alla memoria del Servo di Dio. A ricordarlo Giuseppe Grande, segretario generale del Movimento per la Vita: «Così ha servito la giustizia»
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June 2, 2026
«Carlo Casini, il “giusto nel mondo” testimone della carità sociale»
Carlo Casini durante un convegno
Il 31 maggio a Feltre (Belluno) c'è stata l'assegnazione di un riconoscimento alla memoria di Carlo Casini. Il riconoscimento è stato assegnato dalla Comunità Villa San Francesco “Cooperativa San Francesco ‘86” ed è stato chiamato “Una stella dell'arcobaleno 2026, 10 giusti per il mondo”. Livio Casagrande volontario Centro Aiuto alla Vita-Movimento per la Vita Belluno – ha letto le motivazioni del riconoscimento. Ecco il testo.
Carlo Casini – Alla memoria
«Il lungo e fruttuoso cammino di servizio di Carlo Casini ci dà la prova che riconoscere ogni essere umano come un fratello o una sorella e ricercare un’amicizia sociale che includa tutti non sono mere utopie. Carlo Casini ha saputo dare corpo a decisioni e percorsi efficaci che ne hanno permesso la reale possibilità. Il suo impegno ha assunto le forme di un esercizio alto della carità. Un individuo può aiutare una persona bisognosa ma, quando si unisce ad altri per dare vita a processi sociali di fraternità e di giustizia per tutti, entra nel campo della più vasta carità, cioè della carità sociale e politica».
Il riconoscimento è stato consegnato a Giuseppe Grande, segretario generale del Movimento per la Vita italiano, che ha tenuto un discorso. Ne pubblichiamo il testo.
«È con commozione che ritiro a nome di tutto il Movimento per la Vita italiano questo premio alla memoria del Servo di Dio Carlo Casini. Venendo qui ripensavo alle situazioni in cui mi sono trovato ad accompagnare Carlo Casini in occasione di cerimonie di ritiro di premi. Carlo non amava i premi. Mi ha detto infatti una volta che “il premio più importante, e cioè l’amore di Dio, lo abbiamo già ricevuto e senza alcun merito”. Per questo, ogni volta che ritirava un premio, questo diventava occasione di testimonianza.
Egli dedicava, anzi donava, quel premio. E così, nel 2010, quando ha ritirato il premio “nella memoria di Giovanni Paolo II” lo ha dedicato a tutti i bambini e particolarmente ai più fragili e ai più deboli quali sono i bambini in viaggio verso la nascita. Poi, quando a St. Louis, negli Stati Uniti, davanti a 7.000 persone ha ritirato il prestigioso riconoscimento Legacy Award, lo ha donato idealmente a tutti i volontari e gli operatori dei Centri di Aiuto alla Vita nel mondo. Ha voluto mettere al centro cioè della propria testimonianza i volontari di questa rete bellissima che in cinquant’anni in Italia ha accolto e accompagnato oltre un milione di donne e aiutato a nascere oltre 280.000 bambini e che nel mondo ogni anno aiuta a nascere oltre 2 milioni di bambini.
E poi, poco prima della sua nascita al Cielo, ha ricevuto il premio europeo One of Us. Non ha potuto ritirare personalmente quel premio per via delle condizioni di salute in peggioramento. Tuttavia, nel messaggio che ha inviato, donava quel premio alle madri d’Europa. Dunque, sull’esempio di Carlo Casini, vorrei mettere al centro di questo premio tutti i bambini in viaggio verso la nascita, le madri e tutti i volontari dei Centri di Aiuto alla Vita.
Carlo Casini è stato davvero un “giusto nel mondo”. Ricordarlo com’è giusto significa affermare che sul suo esempio e seguendo i suoi passi possiamo costruire giustizia. Risuonano le sue parole tante volte pronunciate in incontri e convegni su quella professione di fede laica che è la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo: sul riconoscimento della uguale dignità di ogni figlio appartenente alla famiglia umana, si fondano la pace, la giustizia e la libertà.
È un invito a considerare i figli appena concepiti, che nulla altro hanno se non la loro altissima dignità, come i più fragili, e il servizio alla vita nascente come il paradigma di ogni protezione dovuta a ogni individuo fragile. Ricordiamo oggi, davanti anche alla presenza di tanti sindaci, tutte le volte in cui Carlo Casini ci ha invitato a guardare al Centro di Aiuto alla Vita non come una semplice associazione di volontariato, ma come “espressione di un’intera comunità che accoglie la Vita”.
Affermare la dignità di ogni figlio appartenente alla famiglia umana, la centralità politica del diritto alla vita - altro tema su cui tanto ha scritto – e il servizio alla vita nascente come espressione dell’opera di un’intera comunità, per cui la società tutta possa costruire percorsi di accoglienza e prossimità, capaci di vincere con la solidarietà la cultura dello scarto, sul modello dei Cav. Sono questi i passi da realizzare per costruire quella giustizia che il “giusto Carlo Casini” ha servito per tutta la sua esistenza».

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