Vi racconto i miei 25 anni da consulente di coppia (e come da “guerriero” sono diventato un padre)

di Marco Scarmagnani
Venticinque anni accanto a moglie e mariti in crisi, dalle battaglie per salvare ogni matrimonio alla misericordia di chi accompagna le ferite. La testimonianza di Marco Scarmagnani
Google preferred source
October 31, 2026
Una coppia per strada
Una coppia per strada
Marco Scarmagnani, giornalista e scrittore, da 25 anni aiuta le coppie ad affrontare le piccole e grandi crisi incontrate sul loro cammino. Ha messo a punto progetti per l'educazione alla sessualità e all'affettività e scritto diversi saggi sul tema. Con lui prosegue la serie di riflessioni che troverai pubblicate sulla newsletter di Avvenire dedicata alle famiglie, “Sofia”: iscriviti gratuitamente. Qui invece le puntate precedenti.  
«Che cosa fa un consulente di coppia?», chiedo alla classe. «Consola le coppie… consulente-consola… si capisce». Queste parole pronunciate da un bambino di seconda elementare hanno guidato il mio lavoro negli ultimi 25 anni. Sono Marco, sono di Verona – la città di Giulietta e Romeo – e faccio il consulente di coppia. Faccio il consulente di coppia o sono un consulente di coppia? Forse è meglio la seconda – sono – perché lavorare con le relazioni d’amore è sempre stato intrecciato al mio essere marito e al mio essere cristiano. Al mio essere marito perché l’essermi sposato molto giovane mi ha fatto da subito rendere conto della complessità della vita a due. Le piccole e grandi incomprensioni, la gestione dei conflitti che due persone differenti naturalmente generano, il passaggio dall’innamoramento ad un amore maturo e responsabile. Ma anche le grandi aspirazioni, le soddisfazioni, il bene che ci si riesce a scambiare, il dono dei figli, l’invisibile ma percettibile lavorio della Grazia.
Si intreccia invece al mio essere cristiano in maniera un po’ più complessa. Mi spiego: ho iniziato a lavorare con le coppie intorno agli anni 2000 quando ancora si parlava ampiamente di sacramento del matrimonio, di indissolubilità e delle dimensioni etiche del matrimonio per le quali ho sempre avuto un certo debole. Ho iniziato – lo confesso – da guerriero: “salvare” ogni matrimonio era la mia mission e la mia grande soddisfazione. E di soddisfazioni – devo dire – ne ho avute parecchie. Poi, come una valanga, i grandi cambiamenti che sono sotto gli occhi di tutti: ai corsi fidanzati non c’è quasi coppia che già non conviva, l’aumento delle fragilità familiari, meno matrimoni, più divorzi, molte seconde unioni. Il richiamo all’assunzione di responsabilità, ai princìpi, non bastava più. E meno male, altrimenti il matrimonio – anche il matrimonio sacramento – sarebbe poco più di un freddo contratto. Ecco allora che l’incontro con le coppie ferite ha richiesto che io mi trasformassi in un padre misericordioso più che in un eroico precettore. Ma da solo non ce l’avrei mai fatta.
Mi hanno aiutato mia moglie e Amoris Laetitia. Mia moglie Alessandra perché con la sua femminilità mi ha educato alla tenerezza, all’ascolto, all’arte di mettersi accanto con umiltà e dedizione. Amoris Laetitia – di cui quest’anno ricorre il decennale – perché mi ha insegnato pazientemente che è possibile accompagnare le ferite senza rinunciare ai princìpi. La coppia ideale rimane quella in cui la dimensione etica e la dimensione sentimentale si sposano e danzano insieme. Ecco che prendersi cura della coppia, consolarla, significa rivolgersi a tutte le dimensioni che intercettano la coppia. Per dirla più precisamente con Sternberg c’è la dimensione della “passione”, che è la dimensione corporea, attrattiva, sessuale. C’è poi una dimensione mentale, “intesa”, che comprende l’intelligenza d’amore che si usa per accordarsi, per aiutarsi reciprocamente, per essere anche buoni amici. Ed infine c’è la dimensione dell’ “impegno” che presiede all’assunzione di responsabilità, agli aspetti etici di cui si scriveva sopra. Un viaggio nelle trame dell’amore che da sempre affascina i poeti e chi continuamente ricerca la propria anima.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Google Discover Seguici anche su Google Discover di Avvenire