Lamberto, Federico, la disabilità. E l’Arena di Verona «come casa mia»
di Marco Voleri
La storia di una compagnia teatrale, del palco più suggestivo del mondo, di un programma radiofonico e di un’amicizia tra persone speciali. Con due super-canzoni a scandirla

C’è un momento, prima di entrare in scena, in cui Lamberto guarda Federico. Non è un controllo, ma qualcosa di più sottile: una curiosità che non si è mai consumata in quasi trent’anni. Perché Federico, in quel momento, ha la stessa espressione di chi sta per ordinare un caffè. Nessuna tensione, nessun tremore. All’Arena di Verona come al bar sotto casa. Lamberto Giannini ha fondato la compagnia teatrale Mayor Von Frinzius nel 1997 con un’idea semplice: il teatro è di tutti perché il mondo è di tutti.
Ma il punto – lo ribadisce con una precisione quasi ostinata – non è la disabilità. È che lì nessuno sale sul palco per essere rappresentato. Si sale per fare teatro. Non integrazione – dice –, piuttosto contaminazione. Perché l’integrazione parte dall’idea che esista un mondo buono dentro cui qualcun altro deve entrare. La contaminazione è incontro tra mondi diversi. Ognuno resta sé stesso. Ed è da questa differenza che nasce tutto. Federico Parlanti ha cinquant’anni, una trasmissione su Radio 24, un film recitato con Dustin Hoffman e la sindrome di Down. È il primo conduttore radiofonico con sindrome di Down in Italia. Per anni non ha voluto saperne di frequentare i centri per disabili, perché lui disabile non si sentiva. È la sorella Michela ad avergli insegnato che non esistono limiti che non siano quelli che ti dai da solo.
Quando gli chiedi come si sente a parlare in radio con tutta l’Italia all’ascolto, risponde che non lo sapeva che l’Italia lo ascoltasse. Poi ci pensa. E aggiunge che gli dà forza. «Un’energia che senti dentro», dice, «che ti leva anche la pelle». Lamberto confessa che Federico gli ha insegnato la calma. Lui che è corroso dall’ansia, che ha fondato una compagnia e costruito un metodo, e in tutto questo ha sempre portato una certa urgenza addosso. Federico no. Federico aspetta. Rallenta. «A volte sono pigro», ammette lui. «A volte?» risponde Lamberto, e ridono. Lamberto lo dice con affetto e una punta d’invidia autentica: un attore che non ha paura di sbagliare è l’attore che ogni regista vorrebbe. La nota in tasca di Lamberto è Emozioni di Lucio Battisti. Le emozioni capitano, dice. Basta vivere e arrivano. Federico sceglie Il più grande spettacolo dopo il Big Bang di Jovanotti. Perché gli dà energia, perché lo fa sentire dentro le cose. Perché – aggiunge con la semplicità di chi non mente mai – lo rende meno pigro. In fondo sono due canzoni che parlano della stessa cosa: la meraviglia di esserci. Entrambi hanno capito che la vita non va conquistata. Va abitata. Con calma, se possibile. Con energia, quando serve. E sempre senza darsi dei limiti che non esistono.
La rubrica “Una nota in tasca” ci porta ogni due mercoledì a scoprire la musica del cuore di persone note della società italiana. Per ascoltare la voce di questa puntata clicca qui
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