La straordinaria impresa di Manuel, a scuola nella Guinea-Bissau

Sino a qualche tempo fa sarebbe stato del tutto impensabile che un ragazzino disabile frequentasse un istituto scolastico nel Paese. Invece è accaduto, nell'istituto delle Missionarie dell’Immacolata
January 13, 2026
Manuel è un bambino con disabilità. Sino a qualche tempo fa sarebbe stato del tutto impensabile che andasse a scuola in un Paese come la Guinea-Bissau, dove l’accesso all’istruzione è ancora difficile per tutti e quasi impossibile per chi ha problemi fisici o mentali. Il suo futuro, come quello di molti altri, sarebbe stato segnato dall’abbandono o dalla marginalità. Ma anche in questo piccolo e travagliato Paese dell’Africa occidentale le cose stanno lentamente cambiando, nonostante una situazione politica estremamente precaria. Manuel non solo ha frequentato la scuola delle Missionarie dell’Immacolata, ma alla fine dello scorso anno ha fatto pure l’alzabandiera di fronte a tutti. «È stato commovente!», ricorda suor Anna Marini, che coordina 12 scuola autogestite nella zona di Mansoa-Bissorã. Scuole, cioè, che si fondano su tre “pilastri”: la Chiesa (e nel suo caso specifico le missionarie), lo Stato (che fornisce gli insegnanti) e la comunità locale. «Quando Manuel ha fatto l’alzabandiera in modo impeccabile, tutti gli altri bambini lo hanno applaudito con grande calore. Era una cosa inimmaginabile sino a qualche anno fa. Un po’ alla volta siamo riusciti a vincere pregiudizi e paure. È stato un momento bellissimo per tutti!». Oggi sono 41 gli alunni con disabilità che frequentano le scuole coordinate da suor Anna. Un segno che la mentalità sta cambiando. «Il primo livello di formazione avviene con le famiglie – spiega la religiosa che opera soprattutto in villaggi poveri e remoti – affinché si rendano conto dell’importanza di mandare i figli a scuola. Non è una cosa scontata, non solo per quelli con disabilità, ma anche per tutti gli altri e in particolare per le bambine. Oggi, però, vediamo significativi passi avanti, grazie anche agli insegnanti e al personale delle nostre scuole che ci aiuta moltissimo nella sensibilizzazione. Attualmente abbiamo quasi 4.600 alunni e la maggioranza sono femmine». Ancora oggi nel Paese, circa la metà delle donne sopra i 40 anni non è scolarizzata. E il tasso di alfabetizzazione generale arriva a malapena al 64%. I miglioramenti potrebbero essere molto più significativi se la situazione politica del Paese fosse più stabile.
Purtroppo questa fragilità nel settore della formazione viene strumentalizzata da politici e militari senza scrupoli per continuare a calpestare le più elementari regole democratiche. Non solo: una piccola élite corrotta e implicata nel narcotraffico prova a sfruttare anche le fragilità del sistema dell’informazione. A fine novembre, in concomitanza con il colpo di Stato, i militari hanno immediatamente chiuso Radio Sol Mansi, l’emittente cattolica creata all’indomani della guerra civile del 1998-1999 da padre Davide Sciocco, missionario del Pime e attuale vicario della diocesi di Bissau. L’idea – allora come oggi che è diventata la Radio della Chiesa guineana – è che fosse «uno strumento di informazione, formazione e dialogo». Per questo, padre Davide aveva coinvolto anche un imam, come pure giornalisti e commentatori appartenenti ai vari popoli guineani, per un progetto mediatico davvero inclusivo e rappresentativo delle diversità presenti nel Paese. In questi anni, Radio Sol Mansi è diventata l’emittente più autorevole e ascoltata. E soprattutto la più libera. Non per nulla è stata temporaneamente messa a tacere (per poi essere riaperta). Oggi continua a rappresentare un segno importante di un’informazione non asservita al potere e sta contribuendo anch’essa a un graduale e importante cambiamento di mentalità.

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