In “Sognando Rosso” il pianeta Montezemolo a tutto tondo

Un ritratto celebrativo di Montezemolo, tra Ferrari, potere e mito italiano.
March 24, 2026
In “Sognando Rosso” il pianeta Montezemolo a tutto tondo
«Caro Luca, questa storia deve essere raccontata», scrive Chris Harris, giornalista automobilistico e conduttore televisivo britannico. «Caro Chris, è giunto il momento», risponde Luca Cordero di Montezemolo invitando l’amico nella sua tenuta sulle colline di Bologna. Nasce così Sognando Rosso, il documentario diretto, prodotto e scritto da Manish Pandey e co diretto da Christopher M. Armstrong, arrivato il 20 marzo su Sky Documentaries, in streaming su Now e disponibile on demand, che racconta appunto la vita dell’imprenditore bolognese il cui nome è legato soprattutto alla Ferrari, ma anche alla Fiat, alla Cinzano, a Italo e all’alta velocità, all’Alitalia, alla Confindustria, alla Federazione degli editori di giornali… «C’è qualcosa che Luca non è in grado di fare?», si domanda Harris mentre si prepara ad incontrare il suo interlocutore in luoghi iconici e ricchi di memoria, a partire da Villa Fugarino, lussuosa residenza di Montezemolo immersa nella campagna emiliana.
Ed è appunto passeggiando tra le vigne e gli allevamenti che inizia il racconto di un’esistenza segnata dall’amicizia con la famiglia Agnelli e con Enzo Ferrari, un viaggio in particolare nel glorioso passato della Scuderia di Maranello, dagli anni Settanta agli anni Novanta, con i trionfi di Niki Lauda e Michael Schumacher, ma anche con i drammi dell’incidente al pilota austriaco al Nurburgring e la morte di Ayrton Senna a Imola mentre era già pronto a firmare per il Cavallino. In questo senso Sognando Rosso riflette non solo la carriera di un manager, ma anche le persone e i momenti che lo hanno plasmato. Per cui, con il contributo di suggestive inquadrature ambientali e di immagini d’archivio, la forza del documentario sta nel racconto orale
in perfetto inglese (con sottotitoli nella versione italiana) da parte del protagonista. Infatti, nonostante il tanto parlato, il ritmo è buono e la storia è coinvolgente. Il limite può essere nel mettere in evidenza le molte luci evitando accuratamente le ombre, puntando soprattutto sul fatto che Montezemolo ha salvato la Ferrari per ben due volte: nel 1973 quando fu scelto personalmente da Enzo Ferrari e nel 1991 quando tornò alla guida dell’azienda dopo la morte del patron. In ogni caso l’imprenditore, convinto che «il rosso significa passione», ha portato la Ferrari a diventare non solo una potenza nella Formula 1, ma anche un’icona dell’eccellenza italiana in grado di rivaleggiare con i marchi più rinomati al mondo. Prodotto da Jiva Maya e Religion of Sports e con la distribuzione internazionale di Fremantle, Sognando Rosso accenna anche all’influenza più ampia che Montezemolo ha avuto nelle vicende italiane attraverso il suo ruolo nell’organizzazione di eventi internazionali come i Mondiali di calcio di «Italia ’90» o le Olimpiadi invernali di Torino 2006, ma anche il concerto dei Tre tenori alle Terme di Caracalla.

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