sabato 28 febbraio 2015
Un'ombra leggera mi sfiora, alzo gli occhi: un'aquila volteggia in calmo volo, plana. M'incanto ad osservarla e lei s'abbassa per farsi ammirare: la perfetta simmetria delle ali, le penne, le sfumature di colore ed il contrasto chiaroscuro. Una eleganza irraggiungibile per buona volontà, studio, applicazione ma pur sempre uno stimolo, un esempio da considerare nell'affannarsi delle proprie incombenze. Un incontro così, improvviso e fugace, basta a salvare un giorno dalla sociologia, dalla psicologia dei dibattiti.C'è una poiana che sta appollaiata su un albero, lungo la strada, io passo in macchina e lei mi osserva: non ha motivo per temermi. A volte sembra mi aspetti per spiccare il volo, come per accompagnarmi, un pezzo di strada insieme tra conoscenti.I volpacchiotti li incontro d'autunno di notte, attirati dai fari, incerti tra fuga e paralisi. Rallento, li sgrido: - non siate fessi - sorrido di loro, di me ed il piacere di vivere mi attraversa ed ogni fibra materica trova il suo conforto. Col tempo, negli anni, questa sensazione si è fatta propizia ad una preghiera di lode. E non conosco parola, mai trovato sequela, che non sia riducibile ad una orazione di sempre. Nuovo è il giorno, il cuore; nuova la voce che pronunciandola se ne nutre e la rigenera.
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: