Ottima Presa diretta sul gioco d'azzardo
mercoledì 2 ottobre 2019
Ci sono delle puntate di Presa diretta davvero interessanti. Più volte abbiamo sottolineato che il programma di Riccardo Iacona, il lunedì alle 21,45 su Rai 3, al netto di qualche scivolata ideologica, è uno dei pochi a proporre un serio approfondimento giornalistico sul campo. Nella passata stagione segnalavamo ad esempio la puntata sugli “iperconnessi”, che resta sempre attuale, basta guardarsi in giro per incrociare quotidianamente persone che vivono in simbiosi con lo smartphone. Questa volta ci piace segnalare la puntata di lunedì scorso («Vizio di Stato») dedicata a un fenomeno contro il quale questo giornale combatte da tempo: il gioco d'azzardo. Presa diretta ha sviscerato l'argomento attraverso un notevole reportage di Raffaella Pusceddu tra Italia, Francia e Malta, il colloquio con gli ospiti in studio e i numeri, che servono sempre, anzi: è proprio a partire da questi che si capisce di cosa stiamo parlando. Il gioco d'azzardo nel nostro Paese produce un fatturato legale di 107 miliardi l'anno (dieci a beneficio dello Stato) a cui si deve aggiungere quello illegale prodotto da mafia e criminalità organizzata. Sono 60 mila gli esercizi con slot. Ci sono più macchinette mangiasoldi che posti in ospedale. Ma il gioco preferito dagli italiani resta il “Gratta e vinci”. Grattiamo mediamente 60 schedine al minuto, notte compresa. E la gestione è in mano a privati. C'è poi tutto il capitolo dell'azzardo on line a confermare che il gioco è sempre più spesso una malattia. Abbiamo 1 milione e mezzo di giocatori problematici. Per ogni tossicodipendente ci sono due dipendenti da gioco d'azzardo, con una ricaduta anche sui costi sanitari collettivi. Eppure lo Stato stesso contribuisce a rendere peggiore il fenomeno. Presa diretta ha portato a esempio il caso dell'Abruzzo, che in nome della ricostruzione post terremoto e delle conseguenti licenze facili è stato invaso dalle slot. Adesso la spesa pro capite degli abruzzesi nel gioco d'azzardo è di gran lunga superiore alla media nazionale. In Francia, che a differenza dell'Italia ha una legge quadro in materia, le slot sono solo nei casinò, mentre da noi accanto alla sale slot per adulti stanno nascendo quelle per i bambini.
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