La distrazione necessaria
giovedì 17 marzo 2022
Chiunque usi internet sa che, in rete, girano un sacco di stupidaggini. Non parlo di fake news, né dei siti in vario modo deliranti, e neppure di quelle tante, troppe, voci inesatte o anche clamorosamente errate che puoi trovare su Wikipedia. Parlo delle tante battute, filmati, sketch, spesso esilaranti, che poi vengono rilanciati sui vari social, Whatsapp in testa, intasando le memorie dei nostri cellulari. Io, lo confesso, ne sono un fruitore incallito. Ho diverse fonti da cui attingo questi momenti di buonumore, e una soprattutto (Guido, che io definisco "il mio pusher") sembra inesauribile. Così mi capita spesso di sghignazzare da solo, ovviamente nel silenzio più assoluto visto che la Sla mi ha tolto la voce. Qualche volta condivido queste battute con familiari e amici, ma non sempre – lo confesso – posso farlo. Forse sono un po' all'antica, ma più di una volta ho dovuto chiudere in gran fretta la clip di turno per non far sentire a chi si trovava nella mia stanza contenuti, diciamo così, inappropriati.
So che qualcuno forse storcerà la bocca ma, d'altra parte, devo pur ingannare il tempo, visto che ne ho molto a disposizione. Tante volte, in passato, pensavo e dicevo che quando finalmente fossi andato in pensione avrei voluto restare a letto per un anno. A riposarmi. Oppure riciclarmi come collaudatore di materassi. Ora che è già un anno che sto a letto, posso dire con cognizione di causa che non è una gran cosa. Certo, quando lo dicevo non immaginavo neppure lontanamente che ci sarei stato in queste deplorevoli condizioni. Le giornate sono lunghissime, alcune volte interminabili. E per salvarmi tutto fa brodo, come si dice.
Per due settimane, due estati fa, sono rimasto senza computer, perché non riusciva più a sincronizzarsi con il puntatore. Una tragedia. Ore e ore immobilizzato a fissare il soffitto, e provate voi a immaginarvi nello stesso frangente. Per quindici giorni. Tra l'altro ero in Germania, e non parlando tedesco neanche mi potevo attaccare alla televisione. Poi per fortuna il problema è stato superato, ma da allora vivo con l'incubo che la cosa possa riproporsi. Perché col pc io faccio tutto. Parlo, leggo, scrivo (ma più di due o tre ore al giorno non riesco, mi cominciano a lacrimare gli occhi e il puntatore va per i fatti suoi), guardo film, serie Tv, telegiornali, e un po' di sport, soprattutto rugby (un tempo ci giocavo, e modestia a parte ero pure bravino), motociclismo e automobilismo. Per non pensare, o meglio, per avere quanto meno tempo possibile per pensare a come sono ridotto.
(69-Avvenire.it/rubriche/Slalom)
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