La Chiesa di Milano sui social prega per i suoi nuovi preti
domenica 12 giugno 2022
Con un post sul suo "Testimoniando" ( bit.ly/3aSekc9 ), molto personale ma che come tale fa davvero onore al titolo del blog in cui compare, Emilia Flocchini attira la mia attenzione sul risvolto digitale delle 22 ordinazioni presbiterali che si sono svolte ieri mattina a Milano. C'è la videointervista da 43 minuti e 8mila visualizzazioni "Farsi prete in una Chiesa che cambia", di Elena Parasiliti e don Fabio Landi, di cui "Avvenire", presentando venerdì i candidati, ha pubblicato il trailer ( bit.ly/3aV2I8d ). Ci sono i profili Facebook di ben 17 dei 22 seminaristi, che, come sottolinea anche Flocchini, rendono pubblici aspetti della loro vita fino all'ordinazione odierna che difficilmente, nel mondo pre-social, sarebbero stati così facilmente conoscibili. E poi ci sono i post intitolati "Conosciamo i candidati 2022" e comparsi a partire dal 18 aprile scorso sulla pagina Facebook del Seminario arcivescovile di Milano ( bit.ly/3tui9e0 ). Redatti in prima persona, sono stati premiati da un coro di reazioni che vanno da oltre 200 a oltre 500 per ciascun seminarista, oltre che rilanciati da varie pagine parrocchiali e profili personali. A sfogliare le une e le altre (aiutati dai tre hashtag #iosonoconvoi, #preti2022 e #candidati2022)
si mette insieme un test significativo di come una grande Chiesa diocesana quale è quella milanese attende e accoglie i suoi nuovi preti. Una comunità si mette avanti: essendo stato trasferito uno dei suoi sacerdoti ed essendo certa che il sostituto verrà scelto tra gli ordinandi, prega per lui pur senza saperne ancora il nome. Altre due gareggiano pubblicamente per attestare il proprio primato di fecondità di vocazioni presbiterali e missionarie. Tanti i parrocchiani a mani giunte, senza nascondere se hanno le loro preferenze: «Una preghiera speciale a tutti... ma perdonatemi, in particolare a don…»
© Riproduzione riservata
COMMENTA E CONDIVIDI

ARGOMENTI: