mercoledì 20 febbraio 2019
«Marilyn Monroe un giorno ha detto: "È meglio piangere in una Rolls Royce che in un tram affollato". Be' aveva torto. Chi piange in un tram affollato si rende conto di avere una possibilità di uscire, di migliorare, di cambiare la sua condizione e quindi ci metterà più forza, più grinta, più determinazione per uscire dalla crisi, farà più in fretta ad asciugarsi le lacrime.» Non così in una Rolls Royce, prosegue
Gigi Buffon
nel suo libro Numero 1, scritto con Roberto Perrone, dove il campione parla della sua vita focalizzandosi sull'improvvisa caduta nella depressione, per sei mesi, dal dicembre del 2003 al giugno 2004. Non è uno dei libri autobiografici di calciatori o cantanti, che non consiglio, ma una lettura toccante, edificante, salutare. Io lo ascoltai, alla presentazione milanese del libro. Bel ricordo. Parla della depressione e di come un uomo giovane, realizzato, ricco e famoso possa cadere in quella grave condizione, all'improvviso, e come ne è uscito. Con gli altri, salendo su un autobus. Il più solo e assoluto dei giocatori di una squadra di calcio, il portiere, ci insegna che da solo non ce la fai, soprattutto se ricco. Gigi il più grande numero Uno
di sempre, anche fuori dal campo, si difende. Ci difende.
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