Una commedia che crede ancora molto nell’amore

Fabien Gorgeart Cos’è l’amore Francia 2025. 98 minuti
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July 1, 2026
Con piglio felice, Fabien Gorgeart ci regala una commedia d’amore. Commedia sull’amore, ma anche scritta e sviscerata con grande adesione e attenzione al suo tema: l’amore. Senza grandi pretese registiche, nessuna declinazione del mezzo/cinema inteso come raffinato o spettacolare utilizzo della macchina da presa. Niente di sensazionale, e in un certo senso, niente di nuovo. L’amore è un mistero, ci cattura e poi ci lascia, capriccioso come un “uccello ribelle” per dirla alla Bizet. Ribadirlo ancora ora, ai tempi del (dis)amore virtuale, chiede coraggio e una certa dose di incoscienza. Eppure, parlare d’amore è scommessa senza tempo, e il piglio felice con cui questa commedia è raccontata sa trasmetterci un entusiasmo che rimane addosso, contagioso. Quasi ci fa credere di nuovo all’amore. Amore che in età adulta è sempre e soprattutto fare i conti con sé stessi, il proprio passato. Gorgeart inventa una trama scoppiettante e paradossale, dove per via di un secondo matrimonio da celebrarsi con urgenza, il primo va annullato e perciò reciso, archiviato perché “diagnosticato” privo di vere e solide basi.
Ogni unione basi invece ne ha, questo film sembra dirci: e grazie a una sceneggiatura deliziosa, che ci strappa molti sorrisi, non poche risate e persino qualche lacrima, questa commedia tutta contemporanea arriva ad accarezzarci il cuore. Se proviamo tenerezza è perché dietro il ritmo frizzante sta nascosto autentico rispetto per la forza dei sentimenti. E se la vicenda sfiora il rischio di risultare improbabile o dissacratoria, in nome dell’autenticità dei sentimenti stesso rischio invece poi lo aggira. Molto della riuscita di questa commedia francesissima eppure poco francese (perché poco mentale e poco intellettuale, intessuta invece di moti spontanei mai dissezionati all’eccesso) si deve alla interpretazione di Laure Calamy, che insieme a Vincent Macaigne impreziosisce il cast. Il sorriso radioso di questa incantevole attrice cattura. Le crediamo, da subito. Per via degli occhi luminosi, le risate sonore, per la sua personalità leggera ma anche pensosa, per la recitazione mai scontata, crediamo al suo personaggio, al caos felice nella cui cornice lei riesce a tenere insieme tutto. Un caos che è lo scompiglio vitale con cui ha costruito una nuova famiglia e ora riscopre l’antica, i sentimenti del passato; e anziché turbarsi o spaventarsi rilancia la posta, getta sul tavolo tutte le carte e con allegria torna a giocare. Senza ferire, senza ferirsi. Nel segno del rispetto, offrendo sempre nuovi omaggi di ringraziamento alla vita. Rouen e Roma: paesaggi prevedibili, ma nel segno di brìo e divertimento, scampoli di profondità.

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